Il progetto WILD ROOTS: divje korenine, radici selvagge quest’anno realizza anche un podcast che esplora il cuore del Friuli Venezia Giulia attraverso gli occhi e i sensi della natura. Ideato da Wild Routes APS e KRAMA, mercanti di storie, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, celebra le varianti dello sloveno parlato in regione.

Con un approccio multidisciplinare che unisce scienza e antropologia, il podcast indaga gli alberi tipici del territorio, invitando gli ascoltatori a vivere ogni racconto attraverso il tatto, l’olfatto, l’udito, la vista e il gusto. Le guide naturalistiche di Wild Routes e Virna e Gianluca di KRAMA, mercanti di storie accompagnano gli ascoltatori in questa avventura sensoriale.

Nel primo episodio rompe il ghiaccio Mattia, presidente dell’associazione Wild Routes APS, che parla di un albero a lui molto caro e che gli evoca ricordi di casa e della sua infanzia. Tutto questo attraverso il senso dell’olfatto.

Chi è il cervo?

Prima di rispondere alla domanda “cos’è il bramito?”, è bene dare un paio di informazione sul cervo.

Il cervo, nome scientifico Cervus elaphus, è il più grande ungulato delle Alpi sia in peso che in dimensioni. I maschi, grandi e possenti, arrivano a toccare quasi i 200kg mentre le femmine superano occasionalmente il quintale. L’habitat di questo grande erbivoro sono le aree ricche di vegetazione dove poter pascolare: foreste, brughiere, pascoli e praterie sono ottimi luoghi, senza dimenticare anche i territori più a bassa quota. 

Oltre alla stazza, un’altra caratteristica che differenzia i maschi dalle femmine è che i primi portano un bel paio di robuste corna. Per essere più precisi, il nome corretto è palco, in quanto cade e ricresce annualmente ed è costituito da tessuto osseo. Le corna, come quelle di stambecchi e camosci, non cadono e sono costituite da cheratina (la proteina che costituisce unghie e peli). 

 

Il bramito

I mesi di settembre e ottobre sono un appuntamento immancabile per gli amanti della Natura. È proprio in questo periodo che avviene uno dei fenomeni naturali più suggestivi delle Alpi: il bramito del cervo. 

Con i primi freddi inizia la stagione riproduttiva di questo grande animale. Similmente ad altri mammiferi, i cervi maschi si sfidano per stabilire le gerarchie di riproduzione e quindi la possibilità di soddisfare la spinta evolutiva del trasmettere i propri geni. 

A differenza di altri animali, i cervi raramente arrivano allo scontro fisico, prima preferiscono utilizzare strategie più “pacifiche”. Hanno infatti evoluto un metodo più suggestivo: emettono ripetutamente un potente suono gutturale chiamato bramito. Questi richiami echeggiano nelle valli fino a distanze considerevoli, grazie anche alla maestria di alcuni individui che si posizionano nei canali dove più far rimbombare la propria voce. 

Oltre a stabilire le gerarchie, il bramito permette ai maschi dominanti di “controllare” i piccoli branchi di femmine e di stimolare la loro predisposizione all’accoppiamento. 


Il monitoraggio scientifico

La stagione del bramito non permette solo di vivere un’esperienza affascinante a contatto con la Natura, ma è anche l’occasione in cui naturalisti e faunisti possono utilizzare le loro tecniche per stimare la popolazione di cervo di un territorio. Questa metodologia è chiamata: censimento al bramito.

Il censimento al bramito si svolge generalmente nelle ore crepuscolari o notturne, quando i cervi sono più attivi e i bramiti sono più frequenti. Gli operatori si posizionano in punti strategici, spesso in aree boschive o a margine di radure, in modo da avere una buona visibilità e poter udire i bramiti con chiarezza. Ogni operatore registra la posizione, la frequenza e la direzione dei bramiti ascoltati.

I dati raccolti durante il censimento vengono poi elaborati e incrociati con altre forme di monitoraggio (come le fototrappole) per stimare la popolazione complessiva di cervi. Il censimento al bramito è uno strumento fondamentale per la gestione della fauna selvatica; un eccessivo numero di cervi, infatti, può avere impatti negativi sulla vegetazione e sulla biodiversità di un’area.

 


Il censimento nel Parco del monte Terzo

Dal 2020 Andrea Caboni, faunista professionista, assieme al resto del team di Wild Routes è impegnato nel monitoraggio del cervo nel Parco Comunale del monte Terzo, in comune di Paluzza. Nel corso di questi quattro anni abbiamo raccolto numerose informazioni sulla fauna del territorio, rilevando anche alcune presenze importanti come il lupo.

Alle sessioni di monitoraggio hanno partecipato i soci della Wild Routes APS, amici e persone curiose o interessate. Anche quest’anno faremo due sessioni di censimento fissate per venerdì 04 e martedì 08 ottobre. 

Se vuoi partecipare alle sessioni di monitoraggio contattaci pure al numero sottostante


Informazioni

Un itinerario selvatico per scoprire l’alta val torre

Nell’ambito del progetto “Wild Roots, divje korenine, radici selvagge” abbiamo avuto modo di recuperare alcuni antichi sentieri delle valli Torre, Resia e Natisone per valorizzarne i territori e per riscoprire le ricette culinarie che si possono fare con le piante che crescono nella zona. 

 

Chisalizza Alta Val Torre (Musi)

Escursione sull’antico sentiero che veniva utilizzato per transumare da Pradielis al Borgo Chisalizza, nel cui nome già riecheggia il dialetto sloveno di questa valle e il forte legame con le erbe commestibili!

Dettagli Tecnici

  • Durata: 2h 30′ andata e ritorno
  • Lunghezza: 7km
  • Dislivello positivo: 375m

 

Punto di partenza

Il sentiero si diparte alla destra della sede stradale circa 500m oltre il tornante dopo aver sorpassato l’abitato di Pradielis, risalendo la Val Torre”.

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Le piante dell’itinerario

Acetosa, Kisalica, Rumex acetosa

Pianta perenne che si trova nei prati, con fusto rossastro e foglie grandi di colore verde scuro. Ricca di vitamine e minerali, ha un sapore acidulo (da cui il nome) e può essere consumata sia cotta che cruda (foglie e fusti), mentre la radice ha proprietà lassative e diureticheL’acetosa cresce in prati falciati, fertili e concimati oppure lungo i fossati, su terreni ricchi di azoto frutto anche delle attività umane come il pascolo del bestiame. Riconoscibile grazie alla forma particolare delle sue foglie, che ricordano una punta di freccia (forma sagittata).

Ortica, pokriva, urtica dioica

Pianta erbacea perenne, con foglie lanceolate dai margini seghettati e ricoperti da peluria urticante. Cresce in boschi e zone incolte. Le foglie, dopo una adeguata cura per eliminarne le proprietà urticanti, sono utilizzate in diverse ricette, nonché per numerose funzioni cosmetiche: un decotto applicato al cuoio capelluto favorisce la crescita dei capelli e limita l’eccesso di sebo e forfora. L’ortica è un tipico esempio di specie sinantropica, cioè legata ad ambienti alterati dall’uomo; si distingue dalla cosiddetta “falsa ortica” (genere Lamium) osservando la sezione del fusto: circolare nell’ortica, quadrata nella falsa ortica. Inoltre queste ultime non hanno i peli urticanti tipici dell’ortica.

Le ricette dell’itinerario

Frittata di acetosa con formaggio
Gnocchi di ortiche
Frittata di acetosa con formaggio

Ingredienti:

Uova (4), foglie di acetosa (80 g), burro (30 g), latteria giovane (90 g); rametto di maggiorana (1), sale e pepe

Preparazione:

Sbollentare le foglie di acetosa in acqua salata per 3 minuti, scolare, strizzare e tagliare finemente. Rompere e sbattere le uova con sale e pepe, poi aggiungere l’acetosa e il formaggio alla miscela. Soffriggere il burro e cuocere fino a doratura da entrambe le parti.

Gnocchi di ortiche

Ingredienti:

Patate lesse (80 g), foglie di ortiche (200 g), farina bianca (300 g), sale, burro (100 g), formaggio grattugiato (100 g)

Preparazione:

Schiacciare le patate con una forchetta, nel frattempo sbollentare le ortiche per 4 minuti, poi strizzarle, tagliarle finemente e aggiungerle alle patate. Unire la farina e con l’impasto preparare gli gnocchi. Far bollire l’acqua salata, versare gli gnocchi e cuocerli finchè tornano a galla. Scolarli e condirli con il burro e il formaggio grattugiato.

cinque consigli per la raccolta delle erbe spontanee


Un itinerario selvatico per scoprire stolvizza e la val resia

Nell’ambito del progetto “Wild Roots, divje korenine, radici selvagge” abbiamo avuto modo di recuperare alcuni antichi sentieri delle valli Torre, Resia e Natisone per valorizzarne i territori e per riscoprire le ricette culinarie che si possono fare con le piante che crescono nella zona. 

 

Stolvizza, val resia

Facile escursione partendo dal paese di Stolvizza, alla scoperta di un nuovo itinerario breve ma interessante riscoperto e recuperato in collaborazione con l’associazione ViviStolvizza.

Dettagli Tecnici

  • Durata: 1h 30′ andata e ritorno
  • Lunghezza: 4km
  • Dislivello positivo: 150m

Punto di partenza

Dalla fermata delle corriere di linea, all’ingresso del paese di Stolvizza; circa 50m dopo aver sorpassato il cimitero del paese.

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Le piante dell’itinerario

SILENE, Skripac, Silene vulgaris

Porta il nome dell’ accompagnatore di Bacco, ed è una pianta spontanea dal fusto vischioso e pubescente (presenza di peluria).
È molto nota per gli utilizzi culinari, le foglie possono essere consumate sia crude che cotte e il loro sapore dolciastro ricorda gli spinaci o l’ortica.
Il silene è una pianta infestante dei prati, ma che si trova anche lungo le strade e i sentieri; foglie opposte, lanceolate di colore verde-grigio (elemento distintivo).

TIMO, timo, Thymus sp.

Ama i terreni aridi, è una pianta perenne con il fusto legnoso che si sviluppa a cespuglio. Le foglie sono piccole e molto aromatiche, in estate la fioritura è rosa-violacea. Sia le foglie che i fiori sono ricchi di vitamine e si usano in infusi per alleviare le malattie delle vie respiratorie e contrastare la candidosi. In cucina si usa come erba aromatica a fine cottura, dato il sapore molto intenso.
Il timo cresce nei terreni aridi delle regioni mediterranee; tutte le specie di timo (compreso il serpillo, suo “cugino”) sono riconoscibili grazie al loro odore inconfondibile.

Le ricette dell’itinerario

Minestra primaverile
Infuso di timo con il miele
Minestra primaverile

Ingredienti:

Sedano selvatico (50 gr), menta (30 gr), tarassaco (100 gr), foglie giovani di primule (60 gr), silene (200 gr), carota (1), ortiche (100gr), aglio selvatico (1 cuc.), erba cipollina (1 cuc.), burro (30 gr), farina di mais (1 pugno), sale, pepe

Preparazione:

Mettere in pentola tutte le verdure, assieme ad aglio selvatico ed erba cipollina, e ricoprire con 2,5 lt d’acqua. Portare ad ebollizione e condire con burro, sale e pepe. Cuocere per 20 minuti. Aggiungere la farina di mais e cuocere per altri 40 minuti. Spegnere il fuoco e servire.

Infuso di timo con il miele

Ingredienti:

Cucchiaio di timo essiccato (1), cucchiaio di miele (1), acqua (500 ml)

Preparazione:

Scaldare l’acqua fino a poco prima dell’ebollizione, dunque spegnere il fuoco e aggiungere il timo ed il miele. Lasciare in infusione per 5-8 minuti e filtrare. Bere l’infuso caldo o tiepido per calmare i sintomi da raffreddamento e facilitare l’espettorato.

cinque consigli per la raccolta delle erbe spontanee


Elsa ci racconta la sua esperienza dopo aver partecipato al progetto Erasmus+ “Digitalizing outdoor activities”

Nel mese di aprile e più precisamente dal 15 al 23 aprile 2023 ho partecipato, grazie alla collaborazione con Wild Routes APS, ad un’iniziativa innovativa che si è svolta in Polonia all’interno dei progetti Erasmus+, progettata per combinare le meraviglie della natura con il potere della tecnologia.

Il training, intitolato “Digitalizing outdoor activities”, si è svolto a Zakopane, località turistica molto in voga per le attività sciistiche e invernali in generale, circondata dai meravigliosi e imponenti monti Tatra, ci ha permesso infatti di approfondire come la tecnologia possa migliorare e arricchire le attività all’aperto, aprendo nuovi orizzonti per l’avventura, l’apprendimento e la connessione.

Durante questa settimana di training io e tanti altri partecipanti provenienti da Spagna, Italia, Albania, Armenia, Polonia, Giordania, Ucraina e Repubblica Ceca abbiamo condiviso esperienze, idee, nozioni e abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta di un nuovo modo di vivere la natura e le attività all’aperto, grazie alle illimitate possibilità del regno digitale.

Il training però non si è concluso al nostro rientro a casa, perché suddiviso in due parti: una in presenza, in cui convivere e condividere tempo e idee insieme, e uno a distanza, da svolgere online.


Attività di icebreaking

In fin dei conti cerchiamo di usare questa diffusa forma di “dipendenza dalla tecnologia” per far riavvicinare le persone alla natura

Sappiamo bene come la crescente dipendenza dalla tecnologia e dai dispositivi digitali nella vita quotidiana di chiunque stia creando e aumentando una disconnessione tra gli individui stessi e il mondo naturale. Nel periodo attuale tantissime persone non vivono o non sanno vivere tempo di qualità all’esterno delle proprie mura di casa o del proprio ufficio. Questo allontanamento dalla realtà ha contribuito all’accentuazione di vari problemi, non solo tra individuo e ambiente, ma anche tra gli stessi individui. Il punto critico per queste persone, sempre più immerse nel mondo tecnologico e sempre meno connesse tra loro e ciò che le circonda, è che non sentono la necessità di vivere in maniera più concreta, realistica ed autentica o, se anche lo desiderano, non sanno come potersi connettere al mondo naturale, perché privi degli strumenti di base per farlo e per questo, può essere determinante questo nuovo approccio, più tecnologico, al mondo delle attività all’aperto. In fin dei conti cerchiamo di usare questa diffusa forma di “dipendenza dalla tecnologia” per far riavvicinare le persone alla natura e non solo, ma di usare alcuni strumenti, come alcune app, per rendere più avvincente la vita all’esterno.


Intercultural night

Alcuni esempi di problematiche dovute alla disconnessione con l ‘esterno possono essere stili di vita sedentari, stress e disturbi da deficit di natura, mancanza di consapevolezza ambientale… e sono solo alcuni dei campanelli d’allarme sempre più evidenti di questo problema. Riuscire a colmare questo gap sempre più accentuato, attraverso il coinvolgimento attivo delle persone, affinché si ri-avvicinino al mondo naturale, invogliandoli e attirandoli anche grazie all’uso di strumenti tecnologici sempre più innovativi, è stato il focus dei nostri discorsi. Alcuni esempi di app che abbiamo approfondito, da usare sia durante l’attività che per la sua postproduzione,  sono: strava, outdoor active, plantnet, canva e tante altre!

Non ci siamo limitati a parlare di attività all’aperto, ovviamente, ma le abbiamo anche vissute! Un giorno intero l’abbiamo passato nel Parco Nazionale dei Tatra: grazie ad una facile escursione siamo arrivati fino a un bellissimo lago glaciale, Morskie Oko, e durante il tragitto siamo stati così fortunati da vedere una mamma orsa insieme ai due suoi cuccioli in totale libertà. È stato uno spettacolo mozzafiato!


Avvistamento di mamma orsa

In attività

Tipicamente italiani

La seconda parte del training invece, quella a distanza, ha previsto che ogni squadra proveniente da un Paese diverso, presentasse una attività svolta al proprio ritorno dalla Polonia, con amici o con la propria associazione, pubblicizzata e divulgata sui social.

A questo punto ci siamo trovati a parlare di tutti i nostri post di divulgazione e abbiamo discusso del motivo per cui la maggior parte di noi ha utilizzato Facebook come strumento principale per preparare i post e per coinvolgere e attirare più persone possibile.

Questo progetto ci ha permesso di capire come noi tutti in prima persona possiamo essere l’inizio di un processo di cambiamenti positivi, sia per l’uomo, che godrà di un rapporto più intimo con il mondo naturale, sia per la natura stessa, maggiormente apprezzata e compresa e quindi anche più tutelata.

Per godere della natura è fondamentale rendersi conto dell’importanza di essa, di quanto lo sia tutelarla e proteggerla e del legame che c’è sempre stato tra uomo e ambiente che lo circonda. Il momento storico in cui ci troviamo sottolinea l’imminente necessità di restaurare questo rapporto e addirittura di farlo evolvere in una direzione più moderna, grazie all’uso dei sempre più vari strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione. Chi è consapevole della necessità di ricreare queste basi, deve prendere provvedimenti per avvicinare gli altri cercando di coinvolgerli in maniera attiva a eventi e iniziative all’aperto.  Ciò che questo training ci ha insegnato è che condividere esperienze, attività e pensieri all’aperto insieme ad altre persone migliora la qualità della vita, rinforza il legame tra le persone e anche quello con il mondo naturale. Condividere sui social queste iniziative è fondamentale affinché sempre più persone siano ispirate e interessate ad avvicinarcisi.

Noi l’abbiamo provato sulla nostra pelle e grazie a questo training siamo riusciti a condividere esperienze ed attività in maniera costruttiva,  facendo nuove amicizie, divertendoci, imparando e creando nuovi legami e ricordi per il futuro.


Amicizie oltre confine

Casera Canin

elsa

Il valore aggiunto dei progetti Erasmus è che sono sempre l’inizio di qualcosa di più della settimana di scambio. La prova lampante di ciò è che qualche giorno fa noi del “team Italia” abbiamo potuto ospitare Betty, una giovane diciannovenne dalla Repubblica Ceca, qui nella nostra regione. Emozionati le abbiamo voluto far vivere la nostra casa come se fosse una di noi, attraverso una meravigliosa notte in casera Canin in Val Resia davanti a un fuoco, e un bagno rinfrescante il giorno seguente nel lago di Cavazzo…condividendo ovviamente tutto sui social!!!

Elsa Merlino

Un itinerario selvatico per scoprire i dintorni di lusevera

Nell’ambito del progetto “Wild Roots, divje korenine, radici selvagge” abbiamo avuto modo di recuperare alcuni antichi sentieri delle valli Torre, Resia e Natisone per valorizzarne i territori e per riscoprire le ricette culinarie che si possono fare con le piante che crescono nella zona. 

 

lusevera

Escursione sugli antichi sentieri di collegamento tra le frazione dell’Alta Val Torre alla scoperta delle antiche tradizioni che caratterizzavano queste valli, tra casere, lavatoi e antiche vie di transito lastricate in pietra.

Dettagli Tecnici

  • Durata: 2h 30′ andata e ritorno
  • Lunghezza: 4.5km
  • Dislivello positivo: 170m

Punto di partenza

Dalla base della scalinata che conduce alla chiesa parrocchiale (San Giorgio Martire).

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Le piante dell’itinerario

TARASSACO, Mudar, Taraxacum officinale

Chiamato anche “dente di leone”, ha foglie oblunghe dentellate che si aprono alla base delle radici e fiori gialli a bottone che maturano in quelli che chiamiamo soffioni. Sono note le sue proprietà diuretiche e depurative per il fegato sin dal medioevo. Dalle radici è possibile ottenere un surrogato del caffè. È edibile in ogni sua parte, sebbene le foglie abbiano un sapore decisamente amaro.
Il tarassaco cresce normalmente in prati fertili e concimati, anche se ormai è diffuso ovunque dal livello del mare fino ai monti; può sembrare inconfondibile ma di fatto il tarassaco fa parte di un complesso gruppo di specie tra loro simili e non è sempre facile distinguerle attraverso l’osservazione del fiore, ma ci aiutano le foglie che sono profondamente incise e dentate oltre che formanti una rosetta alla base della pianta.

MALVA, Slies, Malva sylvestris

Pianta erbacea con foglie lobate e pelose e fiori lilla che fioriscono in tarda primavera ed estate, è nota per le sue proprietà sull’intestino e la pelle: è infatti ricca di mucillagini che favoriscono il transito e rendono più luminosa e morbida la cute. Fiori e foglie hanno anche ampio utilizzo in cucina sia cotti che crudi.
La malva è una pianta tipica delle zone ruderali, ma che cresce un po’ dovunque dove sia presente una zona ben illuminata dai raggi solari; difficile da confondere con altre specie grazie ai suoi fiori rosati con striature viola e le sue foglie del fusto di forma arrotondata con 5-7 lobi.

Le ricette dell’itinerario

Tarassaco sotto la brace
Frittata per il mal di pancia
Tarassaco sotto la brace

Ingredienti:

Tarassaco (800 g), lardo (100 g), formaggio grattugiato (60 g), sale, foglie di primule (200 g)

Preparazione:

Lavare le foglie di tarassaco e delle primule e metterle in una casseruola in ferro. Tagliare il lardo a fette e adagiarlo sulle foglie insieme al formaggio. Salare e coprire con un coperchio a campana. Ricoprire con le braci e lasciare cuocere 1 ora. Servire con la polenta.

Frittata per il mal di pancia

Ingredienti:

Uova (4), malva (30 g), menta (30 g), camomilla (30 g), salvia (30 g), cucchiaio di zucchero (1), burro (30 g), pizzico di sale

Preparazione:

Rompere e sbattere le uova con lo zucchero e il sale, poi tagliare finemente le erbe ed aggiungerle alle uova. Soffriggere il burro in padella e cuocere fino a doratura da entrambe le parti.

cinque consigli per la raccolta delle erbe spontanee

Un itinerario selvatico per scoprire le valli del natisone

Nell’ambito del progetto “Wild Roots, divje korenine, radici selvagge” abbiamo avuto modo di recuperare alcuni antichi sentieri delle valli Torre, Resia e Natisone per valorizzarne i territori e per riscoprire le ricette culinarie che si possono fare con le piante che crescono nella zona. 

 

Valli del natisone

Escursione nel comune di Stregna, esplorando tra grandi castagni, prati, pascoli e piccoli paesi, una terra dove ancora è stretto il legame tra uomo e territorio!

Dettagli Tecnici

  • Durata: 2h 30′ andata e ritorno
  • Lunghezza: 6km
  • Dislivello positivo: 400m

Punto di partenza

Il sentiero si diparte alla destra della sede stradale circa 500m oltre il tornante dopo aver sorpassato l’abitato di Pradielis, risalendo la Val Torre”.

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Le piante dell’itinerario

Aglio orsino, Divji česen, Allium ursinum

Versione del comune aglio, è una pianta officinale spontanea con numerose proprietà. Sembrerebbe che gli orsi, per questo, ne mangino in quantità dopo il letargo per risvegliare l’organismo (da cui anche il nome). Le foglie sono oblunghe e carnose, ed odorano fortemente di aglio. I fiori sono bianchi ed il bulbo è allungato. Cresce vicino all’acqua ed è largamente utilizzato come aroma in cucina in ogni sua parte.
L’aglio orsino cresce nei boschi di latifoglie, in zone ombrose e umide; crea popolamenti densi e di grande impatto visivo. Può essere confuso in fase di raccolta (primavera) con il mughetto quando le piante non sono ancora in fiore, ma quelle dell’aglio se stropicciate emanano un forte odore agliaceo/pungente.

PIANTAGGINE, Tarpot ta sto dulhe vije, Plantago sp.

Pianta erbacea perenne, con foglie grandi e ovali che si trovano solo alla base del fusto. Se ne utilizzano le foglie sia cotte che crude in cucina. Sembra avere ottime proprietà antinfiammatorie e fluidificanti se assunta come infuso, cicatrizzanti e lenitive se applicata sulla cute bruciata o ferita.
La piantaggine è una pianta rustica, che si adatta a pressoché tutti i tipi di climi e suoli; presente nei prati e nei pascoli, negli incolti, nelle macerie, nei bordi stradali, negli orti. Facile riconoscerla per la particolare forma del fiore che è una spiga ovale-oblunga, portata su un lungo stelo eretto.

Le ricette dell’itinerario

Aglio orsino e silene saltati al lardo stagionato
Piantaggine e cicoria ripassate
Aglio orsino e silene saltati al lardo stagionato

Ingredienti:

Aglio orsino (200 g), silene (400 g), lardo stagionato (80 g), sale e pepe

Preparazione:

Soffriggere il lardo, aggiungere l’aglio orsino e il silene tagliati a pezzi. Salare, pepare e stufare a fuoco lento per 15 minuti. Servire con la polenta.

Piantaggine e cicoria ripassate

Ingredienti:

Piantaggine (200 g), cicoria (150 g), spicchio di aglio (1), sale e pepe, cucchiai di vino bianco (2)

Preparazione:

Dorare l’aglio in una padella e aggiungere la piantaggine e la cicoria. Versare i due cucchiai di vino bianco e far sfumare, poi salare e pepare. Servire come contorno con carne o polenta.

cinque consigli per la raccolta delle erbe spontanee


Parte il progetto “Wild Roots, divje korenine, radici selvagge” ideato da Wild Routes APS, assieme a ProLoco Nediške Doline – Valli del Natisone APS, Associazione Ex Emigranti, Associazione ViviStolvizza e Associazione per la Conoscenza e Protezione dell’Ambiente Naturale del Friuli (ACPANF), e finanziato dalla regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per promuovere il sapere popolare connesso all’uso delle erbe spontanee e della loro identificazione dialettale e per riprendere l’utilizzo e la manutenzione della sentieristica di bassa quota nei paesi delle Valli del Torre, delle Valli del Natisone e della Val Resia.

Fra aprile e maggio sarà proposto un ciclo di escursioni su questi territori con una degustazione finale nei locali delle valli. Le degustazioni saranno un importante momento conviviale, ma anche un’occasione per ammirare la mostra fotografica itinerante sulle erbe
spontanee edibili realizzata per l’occasione.

Le escursioni si svolgeranno:

    • domenica 23 aprile 2023 a Chisalizza, in Alta Val Torre (Musi), con degustazione finale presso “Agriturismo La Alegra”;
    • domenica 7 maggio 2023 nelle Valli del Natisone (Dughe), con degustazione finale presso “La casa delle rondini”;
    • sabato 13 maggio 2023 a Lusevera, con degustazione finale presso “Osteria Nova Coop”
    • sabato 20 maggio 2023 a Stolvizza di Resia, con degustazione finale presso “Bar All’Arrivo”.

    Ogni escursione sarà preceduta da un sopralluogo e da un lavoro di pulizia e manutenzione della sentieristica condotto dalle guide di Wild Routes APS e aperto a chiunque volesse parteciparvi.
    Il progetto si concluderà nel mese di giugno, con una conferenza serale sul tema delle erbe spontanee edibili di queste tre vallate, in occasione della quale sarà anche presentata una brossura contenente il lavoro di ricerca sul recupero di alcuni nomi di piante nei dialetti locali della Val Resia, del Torre e del Natisone e una guida pratica sui percorsi in cui individuarle e sulle modalità di utilizzo delle stesse in cucina.

    Un modo questo per recuperare una serie di conoscenze e riportarle a disposizione di una comunità di paese e dei numerosi turisti ed escursionisti che visitano questi territori ogni anno.

    La partecipazione a tutte le attività è gratuita, tuttavia si richiede la prenotazione.
    Per tutte le informazioni è possibile contattare l’associazione ai contatti info@wildroutes.eu e +39 351 585 2752.

    Nell’ambito del progetto DiverSimili, Kaleidoscienza in partnership con Wild Routes organizza cinque passeggiate naturalistiche in altrettanti ambienti peculiari della Regione Friuli Venezia Giulia, gli stessi raccontati anche dal gioco Equilibrium!

    Dal 22 aprile al 28 maggio sono in programma cinque escursioni adatte a tutti tra Carso, montagna, pianura, collina e laguna, a cui potrete partecipare a titolo gratuito. La prenotazione è obbligatoria via telefono o whatsapp al 328 0007201. Le escursioni sono confermate in caso di leggero maltempo, tenendo come riferimento le previsioni di http://www.meteo.fvg.it.



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    Da venerdì 14 a domenica 16 aprile 2023 si svolgerà l’FVG River Bioblitz
    2022

    Un evento di educazione naturalistica e scientifica, un’indagine sulla biodiversità degli ambienti fluviali del territorio regionale attraverso la formula della citizen science.

    È stata realizzata a settembre 2022, a livello mondiale, la terza edizione dell’Home River Bioblitz con il coinvolgimento di persone in tutto il mondo impegnate nell’osservazione dei propri fiumi locali e nella raccolta di dati sulla biodiversità dell’area attraverso il supporto di personale qualificato e dell’applicazione iNaturalist. 

    Wild Routes APS, assieme all’ente Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie, l’APS Reset, la Società Cooperativa Rogos, l’Associazione Culturale Kaleidoscienza, l’ODV Foce del Tagliamento, il Posoški razvojni center (Soča Valley Development Centre), la Fundacija za Sočo (Soča River Foundation), gli Amici del Museo Friulano di storia naturale APS ed Il Piccolo Principe Cooperativa Sociale onlus, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, si è inserito all’interno di questa più ampia iniziativa con il progetto FVG River Bioblitz 2022, un evento di educazione ambientale e di divulgazione scientifica e un’occasione interessante per connettere le persone all’ambiente in cui vivono, osservando e ingrandendo i dettagli che normalmente passano inosservati e allo stesso tempo contribuendo alla raccolta di dati utili per la scienza e la conservazione delle specie. 

    A causa del maltempo di settembre 2022, l’attività di osservazione e raccolta dati è stata annullata e rimandata ad aprile 2023. Ed ora, con l’arrivo della primavera, torna una nuova programmazione dell’FVG River Bioblitz 2022.sdf


    Da venerdì 14 aprile a domenica 16 aprile sui fiumi Tagliamento, Isonzo, Torre e Tolminka tutti avranno la possibilità di partecipare all’FVG River Bioblitz 2022 gratuitamente. Sarà un’importante occasione per registrare un’ampia varietà di specie in un luogo specifico ed in un determinato periodo di tempo. I bioblitz sono uno strumento interessante che connette le persone all’ambiente in cui vivono, ingrandendo i dettagli che normalmente passano inosservati e allo stesso tempo generando dati utili per la scienza e la conservazione delle specie.

    L’FVG River Bioblitz 2022 nasce con il duplice intento di stimolare i cittadini a conoscere nuovi aspetti del valore ambientale della propria regione e a contribuire attraverso i loro feedback a caratterizzare la percezione del territorio e delle sue peculiarità. I bioblitz saranno guidati da esperti che aiuteranno i partecipanti nel caricamento delle rilevazioni sull’app iNaturalist.

    Le responsabili scientifiche del progetto analizzeranno successivamente i dati inseriti per “quantificare” la biodiversità dell’area.

    Il programma delle tre giornate sarà il seguente:

    • Venerdì 14 aprile 2023: alle 17.00 un’escursione alla ricerca di uccelli acquatici lungo l’Isonzo e la Tolminka e alle 19.00 un’escursione alla ricerca di farfalle notturne nella stessa area, a cura di Posoški Razvojni Center. Alle 20.15, invece, una conferenza dal titolo “Ricerca scientifica e citizen science sul fiume Tagliamento: esperienze, valori e opportunitá” presso il Centro Civico Sandro Pertini a Lignano. Interverranno anche le organizzatrici de “in Marcia con il Tagliamento”;
    • Sabato 15 aprile 2023: alle 8.30 una passeggiata botanica, a cura del Posoški Razvojni Center. Alle 9.00, invece, un’escursione sul greto del Tagliamento da Spilimbergo a Pinzano, a cura di Wild Routes;
    • Domenica 16 aprile 2023: a partire dalle 9.00 una sessione di Bioblitz sul Torrente Torre, a cura di Wild Routes. Il ritrovo è previsto a Beivars, angolo via Emilia e Strada Comunale Argine del Torre. Non è necessaria la prenotazione ed è sufficiente presentarsi all’orario stabilito presso il punto di ritrovo indicato.

    Per maggiori informazioni sull’iniziativa è possibile visitare il sito web dedicato all’evento www.fvgriverbioblitz.org e/o seguire i canali social Instagram (Instagram.com/wildroutesguides/) e Facebook (Facebook.com/wildroutesguides) di Wild Routes APS.