Wild Roots 2026: Alla scoperta del mondo animale delle Alpi e Prealpi Giulie

Preparatevi a immergervi nel cuore selvaggio delle Valli del Torre, del Natisone, della Val Canale e della Val Resia con la terza edizione di “Wild Roots, Divje Korenine, Radici Selvagge”. Il progetto, curato da Wild Routes APS in collaborazione con l’Associazione Ex-Emigranti, KRAMA mercanti di storie e Pro Loco Nediške Doline, torna per trasformare la natura in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato alle famiglie.

Dopo il viaggio tra le erbe commestibili e i giganti arborei, questa primavera vi porteremo a conoscere da vicino gli abitanti più dinamici e misteriosi di queste terre: gli animali. Attraverso una serie di escursioni pensate per stimolare la curiosità di bambini e ragazzi, esploreremo il patrimonio faunistico locale con un approccio ludico e scientifico allo stesso tempo.

Insieme alle nostre guide esperte, i piccoli esploratori e i loro genitori seguiranno le tracce lasciate nei boschi, imparando a riconoscere impronte, resti di pasti e segnali di passaggio. Sarà un’occasione per scoprire non solo la biologia delle specie che popolano i nostri monti, ma anche le storie e i nomi dialettali che le legano indissolubilmente alla cultura della Benecija. 

Anche in questa edizione, l’esperienza proseguirà oltre il sentiero. Potrete approfondire la conoscenza della fauna attraverso la nuova serie podcast targata Wild Roots, realizzata con Virna e Gianluca di KRAMA. Un racconto immersivo che guiderà grandi e piccoli tra i versi del bosco, le leggende popolari legate agli animali e le incredibili strategie di sopravvivenza dei predatori e delle loro prede.

Wild Roots 2026 si conferma un’occasione unica per vivere la montagna in modo attivo, trasformando ogni camminata in un’avventura formativa dove la conoscenza degli animali diventa lo strumento per riscoprire le radici di un territorio ricco di vita e bellezza.

CALENDARIO EVENTI:

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Quando trenta operatori giovanili e volontari provenienti da tutta Europa si sono riuniti per il progetto “DigiBridge – Digital Innovations for Youth Work”, nessuno di noi sapeva quanto sarebbe stata stimolante quella settimana. Provenendo da 13 diversi paesi — Lettonia, Lituania, Estonia, Bulgaria, Spagna, Italia, Polonia, Germania, Slovacchia, Romania, Portogallo, Grecia e Ungheria — condividevamo un obiettivo comune: avvicinare l’innovazione digitale al cuore del lavoro con i giovani.

Fin dal primo giorno, l’atmosfera è stata vibrante, ricca di curiosità, risate e senso di responsabilità. Workshop, riflessioni di gruppo e conversazioni informali ci hanno aiutato a scoprire nuovi modi di utilizzare gli strumenti digitali non come sostituti della connessione umana, ma come ponti per rendere il lavoro con i giovani più inclusivo, creativo e orientato al futuro.

Come ha affermato un partecipante: “Non si tratta solo di imparare a usare strumenti digitali; si tratta di imparare a connettere le menti oltre i confini”. Questo spirito di connessione è stato il fulcro di ogni nostra attività, dal brainstorming di nuove idee per progetti Erasmus+ alla condivisione delle sfide reali del nostro lavoro, fino all’immaginare come i giovani possano beneficiare di esperienze digitali più dinamiche e accessibili.

Alla fine della settimana, DigiBridge ha raggiunto i suoi obiettivi: ha rafforzato le partnership, ispirato nuove collaborazioni e fornito agli operatori giovanili strumenti pratici per creare progetti innovativi di alta qualità. Soprattutto, ha generato qualcosa di nuovo: un’idea collettiva per il nostro prossimo viaggio insieme.

Wild Routes, insieme ai nuovi partner di Portogallo, Spagna e Romania, sta ora sviluppando un nuovo progetto Erasmus+ KA2 focalizzato sull’osservazione della natura e sulla scoperta di come il tempo trascorso all’aperto possa aiutare i giovani a rallentare, riflettere e ripristinare il proprio benessere. Si tratta di una prosecuzione naturale della nostra storia con DigiBridge, che unisce l’innovazione digitale a una connessione consapevole con il mondo che ci circonda.

Il progetto “DigiBridge – Digital Innovations for Youth Work” è co-finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia esclusivamente agli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Unione Europea, della Commissione Europea o dell’Agenzia per i programmi internazionali per la gioventù. Né l’Unione Europea né l’autorità concedente possono essere ritenute responsabili per esse.

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🌍 Scambio Giovanile in Spagna con Wild Routes APS! Progetto Erasmus+  🇪🇸

Wild Routes APS presenta un’opportunità imperdibile: partecipa a uno scambio giovanile Erasmus+ in Spagna, un’esperienza per metterti alla prova, connetterti con la natura e crescere, con i principali costi di vitto, alloggio e viaggio (entro un massimale) coperti dal programma Erasmus+!

🗓️ QUANDO? Lo scambio giovanile si terrà dal 3 all’8 Luglio 2025. Le date di viaggio sono il 2 Luglio (arrivo entro le 18:00, cena inclusa) e il 9 Luglio (partenza dopo colazione).

📍 DOVE? L’avventura ti aspetta a L’Albiol, vicino Tarragona (Spagna), presso l’accogliente ostello Josep Golorons, immerso nella natura.

🤩 COSA TI ASPETTA? “EXPLORE, FEEL, GROW THROUGH ADVENTURE” Questo scambio giovanile, organizzato dall’associazione catalana nostra partner “L’Alzina, sembrant el canvi”, è pensato per offrirti un’esperienza trasformativa:

  • Connettiti profondamente con la natura attraverso l’apprendimento esperienziale all’aperto.
  • Sviluppa competenze outdoor e di sopravvivenza.
  • Partecipa a una spedizione di 2 giorni in un ambiente selvaggio.
  • Dedica tempo allo sviluppo personale, alla riflessione e alla meditazione.
  • Migliora le tue capacità comunicative, per esprimerti al meglio e comprendere gli altri.
  • Divertiti con sport di gruppo all’aperto, inclusi sport acquatici a Port de Cambrils e beach volley.
  • Crea ricordi indimenticabili e vivi un’avventura che ti cambierà!

🎒 COSA È COPERTO E COSA PORTARE? Vitto e alloggio sono interamente coperti dal progetto. Anche i costi di viaggio ti saranno rimborsati dopo lo scambio (se partecipi all’intera durata del progetto), secondo le regole e i massimali del programma Erasmus+. Tu dovrai portare abiti comodi per attività indoor e outdoor, il necessario per l’igiene personale, un asciugamano e la Tessera Sanitaria. Troverai la lista completa nell’infopack!

🔥 SEI PRONTO/A PER QUESTA SFIDA?
Tutti i dettagli sul programma, su come calcolare il budget di viaggio, cosa portare esattamente e come candidarti per questa fantastica opportunità li trovi nell’infopack completo dell’organizzazione L’Alzina. Puoi consultarlo cliccando qui: 


INFOPACK

🌟 PERCHÉ PARTECIPARE?
Questa è un’occasione unica per metterti alla prova, acquisire nuove competenze, fare amicizia con giovani provenienti da Italia, Georgia, Ucraina, Ungheria e Spagna, e vivere un’esperienza interculturale potente. Sarai incoraggiato/a a uscire dalla tua zona di comfort in un ambiente sicuro e stimolante, basato sui valori di cooperazione, compassione, coraggio e responsabilità.

Non perdere tempo! Leggi attentamente l’infopack e, se hai domande o vuoi supporto per la candidatura, contatta Wild Routes APS al 3515852752 ! Per inviare la tua candidatura, compila questo form ENTRO IL 15 GIUGNO:


FORM DI CANDIDATURA

🏔️ Avventura Estiva nelle Alpi Francesi con Wild Routes APS per il Progetto Erasmus+ “Via Alpina Youth”🌲

Cercasi giovani esploratori tra i 16-20 anni! Wild Routes APS ha un’opportunità incredibile e da non perdere: partecipa al nostro trekking camp nelle Alpi Francesi, accompagnati da una delle nostre guide e assieme a partecipanti da tutta Europa, un’esperienza totalmente gratuita grazie al progetto Erasmus+ “Via Alpina Youth”!

🗓️ QUANDO? Dal 7 all’11 Luglio 2025.

📍 DOVE? Ci immergeremo nella natura spettacolare dell’Alta Savoia (Francia), nel cuore del Pays du Mont-Blanc. Il nostro punto di ritrovo e partenza per le escursioni sarà Chamonix. Wild Routes penserà ad organizzare il viaggio e i partecipanti saranno accompagnati da una delle nostre guide esperte.

🤩 COSA TI ASPETTA? Preparati per un’avventura indimenticabile, ricca di emozioni e scoperte:

  • Trekking giornalieri attraverso paesaggi alpini che ti lasceranno senza fiato.
  • L’emozione unica di una notte in tepee: monteremo insieme il campo, impareremo ad accendere il fuoco e cucineremo sotto le stelle!
  • Il pernottamento in un caratteristico rifugio di montagna (il Refuge Moëde-Anterne, a circa 2000 metri di altitudine), con trattamento di mezza pensione.
  • Le altre notti le passeremo in una comoda guesthouse, sempre con trattamento di mezza pensione, per ricaricare le energie.

🌟 PIÙ DI UNA VACANZA! Questa non è solo un’occasione per fare trekking, ma una vera opportunità di crescita personale, per imparare nuove abilità, stringere amicizie profonde con altri giovani europei e scoprire la bellezza selvaggia e la cultura della montagna, il tutto nell’ambito stimolante del programma Erasmus+.

🔥 VUOI SAPERNE DI PIÙ? Tutti i dettagli sul programma giorno per giorno, l’elenco completo dell’equipaggiamento fornito e di quello che dovrai portare tu, e le modalità per partecipare a questa fantastica avventura gratuita, li trovi nell’infopack completo. Puoi consultarlo cliccando qui: 


INFOPACK

⚠️ Attenzione: I posti sono limitati! Non perdere questa incredibile opportunità: leggi attentamente l’infopack e, se hai domande o sei pront* per iscriverti, contatta subito Wild Routes APS!

Ti aspettiamo per un’estate indimenticabile sulle Alpi! Compila il form per candidarti e comunicheremo i selezionati entro la prima metà di Giugno. 


FORM DI CANDIDATURA

Cosa fare se si incontra un orso?

Andrea Caboni, naturalista, ha scelto di lavorare nella gestione e conservazione della fauna. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Udine lavorando sullo sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia.

Durante la sua carriera ha partecipato a progetti di ricerca sulla lince (Norvegia e Italia), sull’orso bruno (Italia e Slovenia), sul bisonte europeo (Slovacchia), sullo sciacallo dorato, sul gatto selvatico e sugli ungulati, incluso il cervo sardo (in Italia). Ha inoltre partecipato al progetto di sviluppo sostenibile “Pride Of Ghana”.

Vicepresidente di Wild Routes APS, è l’ideatore e accompagnatore del viaggio “Wild Slovenia – alla scoperta dell’Orso Bruno” e qui ci introduce un possibile approccio al tema della convivenza con i grandi carnivori.


Nella mia attività di guida e divulgatore scientifico spesso mi è capitato che vari interlocutori, con diverse idee e motivazioni, mi facessero una domanda all’apparenza banale: “Cosa fare se si incontra un orso?”. Negli anni mi sono documentato, ho letto tanto, ho fatto alcune esperienze, ho anelato l’incontro e… sì, talvolta ho provato il brivido di paura quando l’incontro è avvenuto o ero convinto che stesse per accadere. All’inizio rispondevo alla domanda con un elenco di azioni da fare (o non fare!) per massimizzare le chance che l’incontro, in realtà molto improbabile, si trasformasse in una memorabile avventura da raccontare e ridurre al minimo il rischio d’incidente. Col tempo questo elenco di buone pratiche, benché formalmente corrette, mi sono sembrate sempre un po’ più deboli, pallide, incomplete.

Dopo i fatti di cronaca e la bagarre politica degli ultimi due anni forse darei una risposta apparentemente banale come la domanda: “Se si ha la possibilità, anche remota, di incontrare un orso in natura bisogna arrivare preparati all’incontro”.
Probabilmente questa risposta non soddisferà i più, per questo bisogna avere un po’ di pazienza per poter capire meglio sia la domanda che la risposta conseguente. Se una persona domanda come ci si deve comportare se si incontra un orso, è quasi sempre perché ritiene di avere una possibilità, anche remota, di incontrare effettivamente un plantigrado.
Mi spiego meglio: la domanda non mi è mai stata posta mentre lavoravo come faunista in Sardegna o in Africa, ma solo da chi vive o visita territori in cui un orso compare e/o lascia qualche segno del suo passaggio, anche saltuariamente. Il quesito si rivela quindi un po’ meno banale, perché in quella domanda c’è una implicita dichiarazione di paura e impreparazione ad un eventuale pericolo reale, un’ammissione di inadeguatezza nei confronti di una minaccia potenziale rara ma concreta.

Un giovane Andrea mentre raccoglieva campioni di pelo raccolti da un’esca.

Personalmente credo che il modo migliore per affrontare un evento eccezionale sia quello di essere preparati all’eventualità che accada veramente. Prendiamo i terremoti in Giappone: lì i fenomeni sismici, anche intensi, avvengono abbastanza spesso! Per questa ragione, l’intera popolazione giapponese, a partire dalle scuole inferiori, viene preparata a reagire correttamente all’eventualità di una scossa. Non solo: il tessuto urbano, le costruzioni, le forze dell’ordine, i soccorsi e l’intera popolazione vengono continuamente controllati, aggiornati, addestrati per essere il più efficienti possibile in caso di emergenza. In questo modo, oggettivamente, il Giappone è il Paese al mondo che meglio affronta questo tipo di eventi eccezionali, limitando o annullando quasi del tutto gli effetti negativi che possono conseguire ad un sisma.

Se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui, forse state intuendo dove voglio andare a parare: in alcune aree d’Italia, come nella nostra regione, per una serie di scelte politiche e dinamiche naturali, che non discuteremo in questo momento, l’eventualità che chi va per boschi incontri un orso esiste! Pertanto se ci piace andare per boschi, se ci capita di farlo anche saltuariamente per qualsiasi motivo, dobbiamo prepararci all’eventualità (seppur remota) che l’incontro con l’orso possa avvenire. Il fatto che ci piaccia o meno l’idea di incontrare un grande carnivoro nei nostri boschi non cambia di una virgola la probabilità statistica di incontrarlo. Mentre essere informati correttamente su come agire e attuare i comportamenti che prevedono questa eventualità può fare una grande differenza nell’evitare conseguenze spiacevoli.

In Slovenia, una nazione con un territorio leggermente più piccolo della Lombardia, c’è una delle più alte densità al mondo di plantigradi, eppure le statistiche indicano solo da 0-3 incidenti con gli orsi all’anno (dove per incidente si intende un contatto fisico tra il plantigrado e l’umano). Tuttavia l’attitudine della popolazione nei confronti dell’orso rimane positiva, anzi spesso vengono stigmatizzati i comportamenti errati da parte delle persone coinvolte negli incidenti. Quindi qual è la differenza con l’Italia, dove per ogni incontro si scrivono decine di articoli e si interpellano molteplici opinionisti (spesso con poca o nessuna preparazione tecnica)?

Beh, io credo che la differenza sia proprio il grado di preparazione della popolazione: in Slovenia, ma non solo, esiste una informazione puntuale su quali siano le misure corrette da adottare o da non adottare, le persone conoscono sin da piccolissime quali sono i comportamenti corretti per evitare o minimizzare la probabilità di un incontro con l’orso, la maggior parte delle persone viene istruita su quali possono essere le azioni a rischio e quelle assolutamente da evitare per scongiurare che l’incontro con un orso si trasformi in qualcosa di spiacevole. Tutto questo lavoro non azzera e non può azzerare il rischio di un incidente, ma lo riduce sensibilmente e fa cambiare la prospettiva sui pochissimi incidenti che talvolta avvengono.

Perciò alla domanda “Cosa si deve fare se si incontra un orso?” la risposta potrebbe essere: si deve arrivare preparati all’incontro, si deve accettare che esattamente come una valanga, una caduta in montagna o un incidente in auto, l’incontro con l’orso è un evento possibile in certe zone del nostro territorio e pertanto è necessario, se vogliamo evitare conseguenze gravi, che ci tuteliamo, ci informiamo e adottiamo comportamenti idonei a limitare le conseguenze negative durante un possibile contatto, sia che questo incontro lo desideriamo sia che lo vogliamo assolutamente evitare.

Un alveare adattato, per prevenire le predazioni da orso.

La coesistenza con l’orso, ma potremmo dire con la natura in generale, non è una materia universitaria ma piuttosto una serie di piccole azioni corrette che si devono radicare nella cultura e nella quotidianità di una popolazione che vive in aree frequentate dai plantigradi. Azioni che i nostri avi conoscevano bene ma dobbiamo solo riscoprire, visto il lungo periodo di mancata interazione causato dall’estinzione locale a cui avevamo portato questo animale.

Se veramente siamo la specie più intelligente al mondo dovremo riuscire a capire che l’orso non ha la consapevolezza di essere salvato, tutelato, protetto e molto ha già fatto (diventando notturno, ritirandosi nei territori più remoti, imparando ad evitare certi siti, etc.) per sopravvivere nonostante la nostra presenza. Coesistere con l’orso, a mio parere, è solo un vantaggio per l’uomo poiché ci permette di ricordare da dove veniamo, ci ricorda che siamo mortali, ci fa sentire un po’ meno sicuri, ci permette di sognare un incontro magico con quello che una volta era il nostro peluche da bambini, ma che in realtà è sempre stato il silenzioso re delle foreste temperate, un compagno di evoluzione quasi sempre silenzioso la cui presenza mi conforta.

Perché quindi dovremmo imparare a convivere con l’orso? Perché in questo piccolo, unico, pianeta ci sentiremmo un po’ più soli senza l’orso: le favole dei bambini i loro sogni e le nostre avventure sarebbero un po’ più sbiadite, meno vivide. Perché lasciare ai nostri figli un mondo senza orso sarebbe un altro piccolo, grande fallimento di noi adulti.

Andrea Caboni

Sull’orso è stato scritto tanto e molto ancora si può dire, per chi volesse approfondire l’argomento consiglio:
https://www.scienzainrete.it/articolo/breve-guida-evitare-guai-con-gli-orsi/laura-scillitani/2023-05-22

Per chi invece spera o teme un incontro:
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/cosa-fare-se-si-incontra-un-orso/

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Wild Roots: avventure tra gli alberi della Benečija! 

Preparatevi a immergervi nella natura incontaminata delle Valli del Torre, del Natisone, della Val Canale e della Val Resia con la seconda edizione di “Wild Roots, Divje Korenine, Radici Selvagge”, il progetto organizzato da Wild Routes APS in collaborazione con l’Associazione Ex-Emigranti, KRAMA mercanti di storie, APS Idee di corsa e Pro Loco Nediške Doline. Dopo la prima edizione dedicata alle erbe commestibili, questa primavera vi porteremo alla scoperta del patrimonio arboreo di queste terre attraverso una serie di escursioni.

Insieme alle nostre guide esperte esplorerete sentieri antichi alla ricerca degli alberi più tipici e storici delle vallate. Scoprirete esemplari secolari, testimoni silenziosi della storia di queste valli, piante cruciali per le culture di queste aree e i loro diversi usi e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Vivrete una vera connessione con la natura, immergendovi nella bellezza dei paesaggi, respirando l’aria pura e lasciandovi incantare dai profumi del bosco. Al termine di alcune escursioni, potrete deliziare il palato con degustazioni di prodotti locali, riscoprendo i sapori tradizionali legati agli alberi.

Oltre alle escursioni, potrete approfondire la vostra conoscenza degli alberi attraverso la nostra prima serie podcast Wild Roots creata assieme a Virna e Gianluca di KRAMA, che vi guideranno in un viaggio sensoriale alla scoperta di questi giganti verdi. Ascolterete storie e leggende, imparerete a riconoscere le diverse specie e scoprirete gli utilizzi tradizionali dei loro frutti, linfe e legni.

Wild Roots sarà un’occasione unica per vivere la natura in modo attivo e coinvolgente, riscoprendo le tradizioni e i sapori di un territorio ricco di storia e bellezza.

CALENDARIO EVENTI:

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Un ciclo di escursioni per apprezzare colori e profumi delle fioriture nei diversi ambienti regionali

Le stagioni salendo di quota seguono tempi diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati: le nevi che restano sul terreno fino a primavera inoltrata e le fresche temperature limitano lo sviluppo delle piante. 

Finché non si è immersi tra i colori ed i profumi della natura che si risveglia, non si può capire la varietà di adattamenti con cui le piante affrontano gli ambienti montani come quelli collinari. Un mondo affascinante dove, attraverso l’osservazione, si possono cogliere la moltitudine di strategie che il regno vegetale mette in campo!

In questo ciclo di sei appuntamenti, vi porteremo alla scoperta delle fioriture in diverse aree della regione: dalle colline moreniche alle prime vette prealpine, dai pascoli alpini alle torbiere d’alta quota.

Gli itinerari proposti offrono vari livelli di impegno necessario e sono richiesti differenti gradi di allenamento. 

Di seguito trovate la locandina completa, mentre le singole escursioni verranno pubblicate sul calendario. Date un’occhiata e scegliete quelle più adatte a voi! 



Prenota ora!

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elenco completo delle date

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È arrivata la neve e con lei inizia la stagione delle ciaspolate! Come ogni anno proponiamo un fitto calendario di escursioni con le ciaspole per venire incontro ai gusti di tutti: dalle facili ciaspolate di fondovalle, alle ciaspolate notturne per scoprire le stelle, dalle ciaspolate dedicate allo snowtracking alle ciaspolate un po’ più impegnative per raggiungere malghe e rifugi!

Ogni escursione sarà condotta da uno o due guide escursionistiche per garantire la massima sicurezza e permettervi di godervi l’esperienza sulla neve in tutta tranquillità!

“E se non ho le ciaspole?” Nessuna paura! Siamo forniti di un grande assortimento di ciaspole e bastoncini che potrete noleggiare aggiungendo 5€ alla quota per l’escursione guidata. 

Scopri l’elenco completo che verrà aggiornato di volta in volta con tutte le date per la stagione 2023-2024.

 


Prenota ora!

Valle di Riofreddo
Valle di Riofreddo

Piani del Montasio
Piani del Montasio

Rifugio Zacchi
Rifugio Zacchi

Notturna a sella Carnizza
Notturna a sella Carnizza

Malga Glazzat
Malga Glazzat

Rifugio Zacchi
Rifugio Zacchi

Notturna sui laghi di Fusine
Notturna sui laghi di Fusine

elenco completo delle date

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Vi è mai capitato nei bei tempi andati delle scuole che un maestro o una maestra o addirittura i vostri genitori, scherzando, vi dessero dell’asino per le vostre presunte poche capacità negli studi?  O che qualcuno vi dicesse “ Sei testardo come un mulo”? Tutti questi modi di dire hanno alla base un forte pregiudizio verso quei simpatici animali dalle orecchie lunghe che se potessero parlare probabilmente avrebbero molto da recriminarci. Perché in verità l’asino è tutt’altro che testardo e ha dalla sua una grande intelligenza.

Un tempo numerosissimi e largamente presenti su tutto il nostro territorio, con l’avvento dei mezzi agricoli e di trasporto, il loro uso come animali da soma è andato scemando e il loro numero è letteralmente colato a picco per poi risollevarsi grazie alla scoperta delle loro doti nel campo della terapia anzi…dell’onoterapia che in Italia si diffonde a partire dagli anni ’80.

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Ma perchè vi parliamo di Asini?

Perché da tempo qualcuno di noi ha scoperto e coltivato una vera e propria passione per questi simpatici quadrupedi, scoprendo in loro degli ottimi compagni di cammino ed esplorazione! Gli asini sono ottimi compagni di strada: fanno riscoprire il piacere dell’andare lenti, ci aiutano a riscoprire una comunicazione profonda che non prevede l’uso di parole e ci aiutano a riportare a galla emozioni profonde.

Il loro tocco magico funziona con tutti, grandi o piccini che siano!

Abbiamo deciso di portarvi con noi alla scoperta di questo splendido animale. Con cadenza mensile vi proporremo un’ escursione a passo d’asino e lo faremo con l’accompagnamento di Anna ed il supporto e la grande competenza di Ersilio Stocco che da molto tempo si occupa di asini (il suo branco ormai ha superato la quarantina di esemplari), li alleva, li recupera, li salva dal macello ma soprattutto li addestra a stare con le persone.

È con Bepo, Rose, Sara, Pelina, Mosè e tanti altri amici dalle lunghe orecchie che vi porteremo a camminare! La prima data sarà il prossimo 14 ottobre a Mels di Colloredo di Monte Albano e sarà un evento per famiglie, in futuro però abbiamo in pentola anche qualcosa di più tosto per chi vuole vivere un intera giornata con i nostri amici asini.

Alla fine dell’estate si è talvolta sopraffatti da una strana malinconia della bella stagione che se ne va e si sente forte la necessità di uscire ancora una volta fuori alla ricerca di un non so che per bagnarsi dei caldi raggi del sole, vivere all’aperto le ancora molte ore di luce e assaporare quel piacere immenso che dà sulla pelle la prima aria frizzante autunnale.

Per godere appieno di queste piacevoli sensazioni vi portiamo a scoprire quattro paesi dimenticati della nostra regione, quattro isole immerse nelle nostre montagne il cui orologio si è fermato quando il loro ultimo abitante le ha lasciate chiudendo dietro di sé la porta di casa per non tornare mai più.

Palcoda

Questi luoghi sono per noi luoghi del cuore, le loro storie, i loro silenzi e la loro natura straripante ci hanno prima attirato, poi stregato ed infine, per sempre, conquistato.

Quando mettiamo lentamente piede in uno di questi paesi abbandonati ci viene quasi automatico il gesto di abbassare la voce esattamente come quando entriamo in un luogo che richiede rispetto. Qui a richiedere tali attenzioni sono le tracce degli uomini e delle donne che ne hanno abitato le case. Nel silenzio che permea questi luoghi antichi è assordante ciò che manca oggi ma che un tempo c’era, il lieto pullulare delle genti, le grida dei bambini per le vie, il vociare delle donne che si ritrovano a prendere l’acqua.

Ci si ritrova a sognare nuovi futuri, a coltivare speranza per dei paesi che hanno i giorni contati, prima che la natura con la sua spinta vitale che mai si ferma abbia su di loro il sopravvento, ci si ritrova infine a riflettere su come tornare a popolare quelle montagne tanto belle che noi amiamo e che desideriamo condividere con voi.

Stavoli
Stavoli
Chiesa di Stavoli
Chiesa di Stavoli
Praforte
Praforte
Tamar
Tamar
Chiesa di Palcoda
Chiesa di Palcoda
Palcoda
Palcoda
Palcoda tra i boschi
Palcoda tra i boschi

Inizieremo il nostro viaggio nei paesi dimenticati sabato 30 settembre dalla zona della Val Cosa con la salita a Praforte e all’ex poligono militare del Ciaurlec, terra di lupi e partigiani.

Domenica 8 ottobre ci addentreremo nella selvaggia Val Tramontina per visitare Tamar e Palcoda, due dei moltissimi borghi abbandonati della vallata simbolo della forza e della tempra delle popolazioni locali che, pur di sopravvivere alla durezza del quotidiano e alle poche risorse della zona, andavano a cercare nelle aree più interne e selvagge luoghi adatti alla vita e all’agricoltura.

Infine, domenica 15 ottobre andremo a Stavoli e Moggessa, nella valle del fiume Glagnò, tra mulini, boschi banditi, gamberi di fiume e maestri d’altri tempi, figure cardine della cultura friulana che qui hanno fatto gavetta.

le escursioni nel dettaglio

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Info e prenotazioni