Wild Roots 2026: Alla scoperta del mondo animale delle Alpi e Prealpi Giulie

Preparatevi a immergervi nel cuore selvaggio delle Valli del Torre, del Natisone, della Val Canale e della Val Resia con la terza edizione di “Wild Roots, Divje Korenine, Radici Selvagge”. Il progetto, curato da Wild Routes APS in collaborazione con l’Associazione Ex-Emigranti, KRAMA mercanti di storie e Pro Loco Nediške Doline, torna per trasformare la natura in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato alle famiglie.

Dopo il viaggio tra le erbe commestibili e i giganti arborei, questa primavera vi porteremo a conoscere da vicino gli abitanti più dinamici e misteriosi di queste terre: gli animali. Attraverso una serie di escursioni pensate per stimolare la curiosità di bambini e ragazzi, esploreremo il patrimonio faunistico locale con un approccio ludico e scientifico allo stesso tempo.

Insieme alle nostre guide esperte, i piccoli esploratori e i loro genitori seguiranno le tracce lasciate nei boschi, imparando a riconoscere impronte, resti di pasti e segnali di passaggio. Sarà un’occasione per scoprire non solo la biologia delle specie che popolano i nostri monti, ma anche le storie e i nomi dialettali che le legano indissolubilmente alla cultura della Benecija. 

Anche in questa edizione, l’esperienza proseguirà oltre il sentiero. Potrete approfondire la conoscenza della fauna attraverso la nuova serie podcast targata Wild Roots, realizzata con Virna e Gianluca di KRAMA. Un racconto immersivo che guiderà grandi e piccoli tra i versi del bosco, le leggende popolari legate agli animali e le incredibili strategie di sopravvivenza dei predatori e delle loro prede.

Wild Roots 2026 si conferma un’occasione unica per vivere la montagna in modo attivo, trasformando ogni camminata in un’avventura formativa dove la conoscenza degli animali diventa lo strumento per riscoprire le radici di un territorio ricco di vita e bellezza.

CALENDARIO EVENTI:

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Quando trenta operatori giovanili e volontari provenienti da tutta Europa si sono riuniti per il progetto “DigiBridge – Digital Innovations for Youth Work”, nessuno di noi sapeva quanto sarebbe stata stimolante quella settimana. Provenendo da 13 diversi paesi — Lettonia, Lituania, Estonia, Bulgaria, Spagna, Italia, Polonia, Germania, Slovacchia, Romania, Portogallo, Grecia e Ungheria — condividevamo un obiettivo comune: avvicinare l’innovazione digitale al cuore del lavoro con i giovani.

Fin dal primo giorno, l’atmosfera è stata vibrante, ricca di curiosità, risate e senso di responsabilità. Workshop, riflessioni di gruppo e conversazioni informali ci hanno aiutato a scoprire nuovi modi di utilizzare gli strumenti digitali non come sostituti della connessione umana, ma come ponti per rendere il lavoro con i giovani più inclusivo, creativo e orientato al futuro.

Come ha affermato un partecipante: “Non si tratta solo di imparare a usare strumenti digitali; si tratta di imparare a connettere le menti oltre i confini”. Questo spirito di connessione è stato il fulcro di ogni nostra attività, dal brainstorming di nuove idee per progetti Erasmus+ alla condivisione delle sfide reali del nostro lavoro, fino all’immaginare come i giovani possano beneficiare di esperienze digitali più dinamiche e accessibili.

Alla fine della settimana, DigiBridge ha raggiunto i suoi obiettivi: ha rafforzato le partnership, ispirato nuove collaborazioni e fornito agli operatori giovanili strumenti pratici per creare progetti innovativi di alta qualità. Soprattutto, ha generato qualcosa di nuovo: un’idea collettiva per il nostro prossimo viaggio insieme.

Wild Routes, insieme ai nuovi partner di Portogallo, Spagna e Romania, sta ora sviluppando un nuovo progetto Erasmus+ KA2 focalizzato sull’osservazione della natura e sulla scoperta di come il tempo trascorso all’aperto possa aiutare i giovani a rallentare, riflettere e ripristinare il proprio benessere. Si tratta di una prosecuzione naturale della nostra storia con DigiBridge, che unisce l’innovazione digitale a una connessione consapevole con il mondo che ci circonda.

Il progetto “DigiBridge – Digital Innovations for Youth Work” è co-finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia esclusivamente agli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Unione Europea, della Commissione Europea o dell’Agenzia per i programmi internazionali per la gioventù. Né l’Unione Europea né l’autorità concedente possono essere ritenute responsabili per esse.

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🌍 Scambio Giovanile in Spagna con Wild Routes APS! Progetto Erasmus+  🇪🇸

Wild Routes APS presenta un’opportunità imperdibile: partecipa a uno scambio giovanile Erasmus+ in Spagna, un’esperienza per metterti alla prova, connetterti con la natura e crescere, con i principali costi di vitto, alloggio e viaggio (entro un massimale) coperti dal programma Erasmus+!

🗓️ QUANDO? Lo scambio giovanile si terrà dal 3 all’8 Luglio 2025. Le date di viaggio sono il 2 Luglio (arrivo entro le 18:00, cena inclusa) e il 9 Luglio (partenza dopo colazione).

📍 DOVE? L’avventura ti aspetta a L’Albiol, vicino Tarragona (Spagna), presso l’accogliente ostello Josep Golorons, immerso nella natura.

🤩 COSA TI ASPETTA? “EXPLORE, FEEL, GROW THROUGH ADVENTURE” Questo scambio giovanile, organizzato dall’associazione catalana nostra partner “L’Alzina, sembrant el canvi”, è pensato per offrirti un’esperienza trasformativa:

  • Connettiti profondamente con la natura attraverso l’apprendimento esperienziale all’aperto.
  • Sviluppa competenze outdoor e di sopravvivenza.
  • Partecipa a una spedizione di 2 giorni in un ambiente selvaggio.
  • Dedica tempo allo sviluppo personale, alla riflessione e alla meditazione.
  • Migliora le tue capacità comunicative, per esprimerti al meglio e comprendere gli altri.
  • Divertiti con sport di gruppo all’aperto, inclusi sport acquatici a Port de Cambrils e beach volley.
  • Crea ricordi indimenticabili e vivi un’avventura che ti cambierà!

🎒 COSA È COPERTO E COSA PORTARE? Vitto e alloggio sono interamente coperti dal progetto. Anche i costi di viaggio ti saranno rimborsati dopo lo scambio (se partecipi all’intera durata del progetto), secondo le regole e i massimali del programma Erasmus+. Tu dovrai portare abiti comodi per attività indoor e outdoor, il necessario per l’igiene personale, un asciugamano e la Tessera Sanitaria. Troverai la lista completa nell’infopack!

🔥 SEI PRONTO/A PER QUESTA SFIDA?
Tutti i dettagli sul programma, su come calcolare il budget di viaggio, cosa portare esattamente e come candidarti per questa fantastica opportunità li trovi nell’infopack completo dell’organizzazione L’Alzina. Puoi consultarlo cliccando qui: 


INFOPACK

🌟 PERCHÉ PARTECIPARE?
Questa è un’occasione unica per metterti alla prova, acquisire nuove competenze, fare amicizia con giovani provenienti da Italia, Georgia, Ucraina, Ungheria e Spagna, e vivere un’esperienza interculturale potente. Sarai incoraggiato/a a uscire dalla tua zona di comfort in un ambiente sicuro e stimolante, basato sui valori di cooperazione, compassione, coraggio e responsabilità.

Non perdere tempo! Leggi attentamente l’infopack e, se hai domande o vuoi supporto per la candidatura, contatta Wild Routes APS al 3515852752 ! Per inviare la tua candidatura, compila questo form ENTRO IL 15 GIUGNO:


FORM DI CANDIDATURA

🏔️ Avventura Estiva nelle Alpi Francesi con Wild Routes APS per il Progetto Erasmus+ “Via Alpina Youth”🌲

Cercasi giovani esploratori tra i 16-20 anni! Wild Routes APS ha un’opportunità incredibile e da non perdere: partecipa al nostro trekking camp nelle Alpi Francesi, accompagnati da una delle nostre guide e assieme a partecipanti da tutta Europa, un’esperienza totalmente gratuita grazie al progetto Erasmus+ “Via Alpina Youth”!

🗓️ QUANDO? Dal 7 all’11 Luglio 2025.

📍 DOVE? Ci immergeremo nella natura spettacolare dell’Alta Savoia (Francia), nel cuore del Pays du Mont-Blanc. Il nostro punto di ritrovo e partenza per le escursioni sarà Chamonix. Wild Routes penserà ad organizzare il viaggio e i partecipanti saranno accompagnati da una delle nostre guide esperte.

🤩 COSA TI ASPETTA? Preparati per un’avventura indimenticabile, ricca di emozioni e scoperte:

  • Trekking giornalieri attraverso paesaggi alpini che ti lasceranno senza fiato.
  • L’emozione unica di una notte in tepee: monteremo insieme il campo, impareremo ad accendere il fuoco e cucineremo sotto le stelle!
  • Il pernottamento in un caratteristico rifugio di montagna (il Refuge Moëde-Anterne, a circa 2000 metri di altitudine), con trattamento di mezza pensione.
  • Le altre notti le passeremo in una comoda guesthouse, sempre con trattamento di mezza pensione, per ricaricare le energie.

🌟 PIÙ DI UNA VACANZA! Questa non è solo un’occasione per fare trekking, ma una vera opportunità di crescita personale, per imparare nuove abilità, stringere amicizie profonde con altri giovani europei e scoprire la bellezza selvaggia e la cultura della montagna, il tutto nell’ambito stimolante del programma Erasmus+.

🔥 VUOI SAPERNE DI PIÙ? Tutti i dettagli sul programma giorno per giorno, l’elenco completo dell’equipaggiamento fornito e di quello che dovrai portare tu, e le modalità per partecipare a questa fantastica avventura gratuita, li trovi nell’infopack completo. Puoi consultarlo cliccando qui: 


INFOPACK

⚠️ Attenzione: I posti sono limitati! Non perdere questa incredibile opportunità: leggi attentamente l’infopack e, se hai domande o sei pront* per iscriverti, contatta subito Wild Routes APS!

Ti aspettiamo per un’estate indimenticabile sulle Alpi! Compila il form per candidarti e comunicheremo i selezionati entro la prima metà di Giugno. 


FORM DI CANDIDATURA

Cosa fare se si incontra un orso?

Andrea Caboni, naturalista, ha scelto di lavorare nella gestione e conservazione della fauna. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Udine lavorando sullo sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia.

Durante la sua carriera ha partecipato a progetti di ricerca sulla lince (Norvegia e Italia), sull’orso bruno (Italia e Slovenia), sul bisonte europeo (Slovacchia), sullo sciacallo dorato, sul gatto selvatico e sugli ungulati, incluso il cervo sardo (in Italia). Ha inoltre partecipato al progetto di sviluppo sostenibile “Pride Of Ghana”.

Vicepresidente di Wild Routes APS, è l’ideatore e accompagnatore del viaggio “Wild Slovenia – alla scoperta dell’Orso Bruno” e qui ci introduce un possibile approccio al tema della convivenza con i grandi carnivori.


Nella mia attività di guida e divulgatore scientifico spesso mi è capitato che vari interlocutori, con diverse idee e motivazioni, mi facessero una domanda all’apparenza banale: “Cosa fare se si incontra un orso?”. Negli anni mi sono documentato, ho letto tanto, ho fatto alcune esperienze, ho anelato l’incontro e… sì, talvolta ho provato il brivido di paura quando l’incontro è avvenuto o ero convinto che stesse per accadere. All’inizio rispondevo alla domanda con un elenco di azioni da fare (o non fare!) per massimizzare le chance che l’incontro, in realtà molto improbabile, si trasformasse in una memorabile avventura da raccontare e ridurre al minimo il rischio d’incidente. Col tempo questo elenco di buone pratiche, benché formalmente corrette, mi sono sembrate sempre un po’ più deboli, pallide, incomplete.

Dopo i fatti di cronaca e la bagarre politica degli ultimi due anni forse darei una risposta apparentemente banale come la domanda: “Se si ha la possibilità, anche remota, di incontrare un orso in natura bisogna arrivare preparati all’incontro”.
Probabilmente questa risposta non soddisferà i più, per questo bisogna avere un po’ di pazienza per poter capire meglio sia la domanda che la risposta conseguente. Se una persona domanda come ci si deve comportare se si incontra un orso, è quasi sempre perché ritiene di avere una possibilità, anche remota, di incontrare effettivamente un plantigrado.
Mi spiego meglio: la domanda non mi è mai stata posta mentre lavoravo come faunista in Sardegna o in Africa, ma solo da chi vive o visita territori in cui un orso compare e/o lascia qualche segno del suo passaggio, anche saltuariamente. Il quesito si rivela quindi un po’ meno banale, perché in quella domanda c’è una implicita dichiarazione di paura e impreparazione ad un eventuale pericolo reale, un’ammissione di inadeguatezza nei confronti di una minaccia potenziale rara ma concreta.

Un giovane Andrea mentre raccoglieva campioni di pelo raccolti da un’esca.

Personalmente credo che il modo migliore per affrontare un evento eccezionale sia quello di essere preparati all’eventualità che accada veramente. Prendiamo i terremoti in Giappone: lì i fenomeni sismici, anche intensi, avvengono abbastanza spesso! Per questa ragione, l’intera popolazione giapponese, a partire dalle scuole inferiori, viene preparata a reagire correttamente all’eventualità di una scossa. Non solo: il tessuto urbano, le costruzioni, le forze dell’ordine, i soccorsi e l’intera popolazione vengono continuamente controllati, aggiornati, addestrati per essere il più efficienti possibile in caso di emergenza. In questo modo, oggettivamente, il Giappone è il Paese al mondo che meglio affronta questo tipo di eventi eccezionali, limitando o annullando quasi del tutto gli effetti negativi che possono conseguire ad un sisma.

Se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui, forse state intuendo dove voglio andare a parare: in alcune aree d’Italia, come nella nostra regione, per una serie di scelte politiche e dinamiche naturali, che non discuteremo in questo momento, l’eventualità che chi va per boschi incontri un orso esiste! Pertanto se ci piace andare per boschi, se ci capita di farlo anche saltuariamente per qualsiasi motivo, dobbiamo prepararci all’eventualità (seppur remota) che l’incontro con l’orso possa avvenire. Il fatto che ci piaccia o meno l’idea di incontrare un grande carnivoro nei nostri boschi non cambia di una virgola la probabilità statistica di incontrarlo. Mentre essere informati correttamente su come agire e attuare i comportamenti che prevedono questa eventualità può fare una grande differenza nell’evitare conseguenze spiacevoli.

In Slovenia, una nazione con un territorio leggermente più piccolo della Lombardia, c’è una delle più alte densità al mondo di plantigradi, eppure le statistiche indicano solo da 0-3 incidenti con gli orsi all’anno (dove per incidente si intende un contatto fisico tra il plantigrado e l’umano). Tuttavia l’attitudine della popolazione nei confronti dell’orso rimane positiva, anzi spesso vengono stigmatizzati i comportamenti errati da parte delle persone coinvolte negli incidenti. Quindi qual è la differenza con l’Italia, dove per ogni incontro si scrivono decine di articoli e si interpellano molteplici opinionisti (spesso con poca o nessuna preparazione tecnica)?

Beh, io credo che la differenza sia proprio il grado di preparazione della popolazione: in Slovenia, ma non solo, esiste una informazione puntuale su quali siano le misure corrette da adottare o da non adottare, le persone conoscono sin da piccolissime quali sono i comportamenti corretti per evitare o minimizzare la probabilità di un incontro con l’orso, la maggior parte delle persone viene istruita su quali possono essere le azioni a rischio e quelle assolutamente da evitare per scongiurare che l’incontro con un orso si trasformi in qualcosa di spiacevole. Tutto questo lavoro non azzera e non può azzerare il rischio di un incidente, ma lo riduce sensibilmente e fa cambiare la prospettiva sui pochissimi incidenti che talvolta avvengono.

Perciò alla domanda “Cosa si deve fare se si incontra un orso?” la risposta potrebbe essere: si deve arrivare preparati all’incontro, si deve accettare che esattamente come una valanga, una caduta in montagna o un incidente in auto, l’incontro con l’orso è un evento possibile in certe zone del nostro territorio e pertanto è necessario, se vogliamo evitare conseguenze gravi, che ci tuteliamo, ci informiamo e adottiamo comportamenti idonei a limitare le conseguenze negative durante un possibile contatto, sia che questo incontro lo desideriamo sia che lo vogliamo assolutamente evitare.

Un alveare adattato, per prevenire le predazioni da orso.

La coesistenza con l’orso, ma potremmo dire con la natura in generale, non è una materia universitaria ma piuttosto una serie di piccole azioni corrette che si devono radicare nella cultura e nella quotidianità di una popolazione che vive in aree frequentate dai plantigradi. Azioni che i nostri avi conoscevano bene ma dobbiamo solo riscoprire, visto il lungo periodo di mancata interazione causato dall’estinzione locale a cui avevamo portato questo animale.

Se veramente siamo la specie più intelligente al mondo dovremo riuscire a capire che l’orso non ha la consapevolezza di essere salvato, tutelato, protetto e molto ha già fatto (diventando notturno, ritirandosi nei territori più remoti, imparando ad evitare certi siti, etc.) per sopravvivere nonostante la nostra presenza. Coesistere con l’orso, a mio parere, è solo un vantaggio per l’uomo poiché ci permette di ricordare da dove veniamo, ci ricorda che siamo mortali, ci fa sentire un po’ meno sicuri, ci permette di sognare un incontro magico con quello che una volta era il nostro peluche da bambini, ma che in realtà è sempre stato il silenzioso re delle foreste temperate, un compagno di evoluzione quasi sempre silenzioso la cui presenza mi conforta.

Perché quindi dovremmo imparare a convivere con l’orso? Perché in questo piccolo, unico, pianeta ci sentiremmo un po’ più soli senza l’orso: le favole dei bambini i loro sogni e le nostre avventure sarebbero un po’ più sbiadite, meno vivide. Perché lasciare ai nostri figli un mondo senza orso sarebbe un altro piccolo, grande fallimento di noi adulti.

Andrea Caboni

Sull’orso è stato scritto tanto e molto ancora si può dire, per chi volesse approfondire l’argomento consiglio:
https://www.scienzainrete.it/articolo/breve-guida-evitare-guai-con-gli-orsi/laura-scillitani/2023-05-22

Per chi invece spera o teme un incontro:
https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/cosa-fare-se-si-incontra-un-orso/

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Tornano i Campi Estivi per ragazze/i nella splendida location di Malga Confin!

Pensate di inerpicarvi su una meravigliosa strada forestale, che percorrendo la lussureggiante val Venzonassa, si innalza fino alle cime occidentali della cresta dei Monti Musi. Pensate di arrivare alla fine del strada, alla fine del viaggio e di scoprire in realtà di essere all’inizio di una splendida avventura. Con Gabry, Daniel e Asia, i magnifici gestori di Malga Confin, assieme a noi guide di Wild Routes vi accompagneremo alla scoperta dei tesori naturalistici, dei paesaggi mozzafiato e delle storie senza tempo di uno degli angoli più remoti e preziosi del nostro territorio. 

La Natura di (malga) Confin non si osserva: si vive!!!

Passando quattro giorni in malga e facendo trekking, escursioni serali e notturne, esplorazioni e attività, i ragazzi potranno conoscere uno dei luoghi magici del Parco delle Prealpi Giulie, dove i lavori di un tempo si svolgono in perfetto equilibrio con l’ambiente e natura si mostra in tutto il loro splendore appena si supera la soglia della malga.

NOVITA’ 2025: per il turno 12-16 anni, aperto a chi ha già partecipato in passato ai nostri campi, includeremo anche una discesa in rafting del Tagliamento! Per conoscere non solo gli ambienti montani ma anche quelli fluviali!

PROGRAMMA

I campi sono organizzati dalla fattoria didattica Isola Verde in collaborazione con le guide di Wild Routes (come da L. R. 03/07/2000, n. 013 art. 7).

La quota di partecipazione è di 200€ (250€ per il turno 12-16 anni di inizio luglio) . Comprende: assicurazione, vitto, alloggio, attività, escursioni e i materiali per i laboratori. All’atto dell’iscrizione verrà fornito il programma dettagliato delle attività e la lista dell’equipaggiamento necessario. 

Non comprende il pranzo dell’ultimo giorno, il sabato, che si potrà effettuare alla carta con le famiglie presso la stessa Malga.

Il programma sopra esposto è da ritenersi indicativo e potrà essere modificato in base al meteo e/o ad altre esigenze organizzative.

Per info: contattare via whatsapp Andrea al 351 835 5949, preferibilmente in fascia pomeridiana.

I posti sono limitati e verranno riservati in base all’ordine di prenotazione! Compila il modulo per riservare il tuo posto!


MODULO DI PRENOTAZIONE

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Il progetto WILD ROOTS: divje korenine, radici selvagge quest’anno realizza anche un podcast che esplora il cuore del Friuli Venezia Giulia attraverso gli occhi e i sensi della natura. Ideato da Wild Routes APS e KRAMA, mercanti di storie, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, celebra le varianti dello sloveno parlato in regione.

Con un approccio multidisciplinare che unisce scienza e antropologia, il podcast indaga gli alberi tipici del territorio, invitando gli ascoltatori a vivere ogni racconto attraverso il tatto, l’olfatto, l’udito, la vista e il gusto. Le guide naturalistiche di Wild Routes e Virna e Gianluca di KRAMA, mercanti di storie accompagnano gli ascoltatori in questa avventura sensoriale.

Nel primo episodio rompe il ghiaccio Mattia, presidente dell’associazione Wild Routes APS, che parla di un albero a lui molto caro e che gli evoca ricordi di casa e della sua infanzia. Tutto questo attraverso il senso dell’olfatto.

Wild Roots: avventure tra gli alberi della Benečija! 

Preparatevi a immergervi nella natura incontaminata delle Valli del Torre, del Natisone, della Val Canale e della Val Resia con la seconda edizione di “Wild Roots, Divje Korenine, Radici Selvagge”, il progetto organizzato da Wild Routes APS in collaborazione con l’Associazione Ex-Emigranti, KRAMA mercanti di storie, APS Idee di corsa e Pro Loco Nediške Doline. Dopo la prima edizione dedicata alle erbe commestibili, questa primavera vi porteremo alla scoperta del patrimonio arboreo di queste terre attraverso una serie di escursioni.

Insieme alle nostre guide esperte esplorerete sentieri antichi alla ricerca degli alberi più tipici e storici delle vallate. Scoprirete esemplari secolari, testimoni silenziosi della storia di queste valli, piante cruciali per le culture di queste aree e i loro diversi usi e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Vivrete una vera connessione con la natura, immergendovi nella bellezza dei paesaggi, respirando l’aria pura e lasciandovi incantare dai profumi del bosco. Al termine di alcune escursioni, potrete deliziare il palato con degustazioni di prodotti locali, riscoprendo i sapori tradizionali legati agli alberi.

Oltre alle escursioni, potrete approfondire la vostra conoscenza degli alberi attraverso la nostra prima serie podcast Wild Roots creata assieme a Virna e Gianluca di KRAMA, che vi guideranno in un viaggio sensoriale alla scoperta di questi giganti verdi. Ascolterete storie e leggende, imparerete a riconoscere le diverse specie e scoprirete gli utilizzi tradizionali dei loro frutti, linfe e legni.

Wild Roots sarà un’occasione unica per vivere la natura in modo attivo e coinvolgente, riscoprendo le tradizioni e i sapori di un territorio ricco di storia e bellezza.

CALENDARIO EVENTI:

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Chi è il cervo?

Prima di rispondere alla domanda “cos’è il bramito?”, è bene dare un paio di informazione sul cervo.

Il cervo, nome scientifico Cervus elaphus, è il più grande ungulato delle Alpi sia in peso che in dimensioni. I maschi, grandi e possenti, arrivano a toccare quasi i 200kg mentre le femmine superano occasionalmente il quintale. L’habitat di questo grande erbivoro sono le aree ricche di vegetazione dove poter pascolare: foreste, brughiere, pascoli e praterie sono ottimi luoghi, senza dimenticare anche i territori più a bassa quota. 

Oltre alla stazza, un’altra caratteristica che differenzia i maschi dalle femmine è che i primi portano un bel paio di robuste corna. Per essere più precisi, il nome corretto è palco, in quanto cade e ricresce annualmente ed è costituito da tessuto osseo. Le corna, come quelle di stambecchi e camosci, non cadono e sono costituite da cheratina (la proteina che costituisce unghie e peli). 

 

Il bramito

I mesi di settembre e ottobre sono un appuntamento immancabile per gli amanti della Natura. È proprio in questo periodo che avviene uno dei fenomeni naturali più suggestivi delle Alpi: il bramito del cervo. 

Con i primi freddi inizia la stagione riproduttiva di questo grande animale. Similmente ad altri mammiferi, i cervi maschi si sfidano per stabilire le gerarchie di riproduzione e quindi la possibilità di soddisfare la spinta evolutiva del trasmettere i propri geni. 

A differenza di altri animali, i cervi raramente arrivano allo scontro fisico, prima preferiscono utilizzare strategie più “pacifiche”. Hanno infatti evoluto un metodo più suggestivo: emettono ripetutamente un potente suono gutturale chiamato bramito. Questi richiami echeggiano nelle valli fino a distanze considerevoli, grazie anche alla maestria di alcuni individui che si posizionano nei canali dove più far rimbombare la propria voce. 

Oltre a stabilire le gerarchie, il bramito permette ai maschi dominanti di “controllare” i piccoli branchi di femmine e di stimolare la loro predisposizione all’accoppiamento. 


Il monitoraggio scientifico

La stagione del bramito non permette solo di vivere un’esperienza affascinante a contatto con la Natura, ma è anche l’occasione in cui naturalisti e faunisti possono utilizzare le loro tecniche per stimare la popolazione di cervo di un territorio. Questa metodologia è chiamata: censimento al bramito.

Il censimento al bramito si svolge generalmente nelle ore crepuscolari o notturne, quando i cervi sono più attivi e i bramiti sono più frequenti. Gli operatori si posizionano in punti strategici, spesso in aree boschive o a margine di radure, in modo da avere una buona visibilità e poter udire i bramiti con chiarezza. Ogni operatore registra la posizione, la frequenza e la direzione dei bramiti ascoltati.

I dati raccolti durante il censimento vengono poi elaborati e incrociati con altre forme di monitoraggio (come le fototrappole) per stimare la popolazione complessiva di cervi. Il censimento al bramito è uno strumento fondamentale per la gestione della fauna selvatica; un eccessivo numero di cervi, infatti, può avere impatti negativi sulla vegetazione e sulla biodiversità di un’area.

 


Il censimento nel Parco del monte Terzo

Dal 2020 Andrea Caboni, faunista professionista, assieme al resto del team di Wild Routes è impegnato nel monitoraggio del cervo nel Parco Comunale del monte Terzo, in comune di Paluzza. Nel corso di questi quattro anni abbiamo raccolto numerose informazioni sulla fauna del territorio, rilevando anche alcune presenze importanti come il lupo.

Alle sessioni di monitoraggio hanno partecipato i soci della Wild Routes APS, amici e persone curiose o interessate. Anche quest’anno faremo due sessioni di censimento fissate per venerdì 04 e martedì 08 ottobre. 

Se vuoi partecipare alle sessioni di monitoraggio contattaci pure al numero sottostante


Informazioni

Tornano i Campi Estivi per ragazze/i nella splendida location di Malga Confin!

Pensate di inerpicarvi su una meravigliosa strada forestale, che percorrendo la lussureggiante val Venzonassa, si innalza fino alle cime occidentali della cresta dei Monti Musi. Pensate di arrivare alla fine del strada, alla fine del viaggio e di scoprire in realtà di essere all’inizio di una splendida avventura. Con Ennio e Gabry, i magnifici gestori di Malga Confin, assieme a noi guide di Wild Routes vi accompagneremo alla scoperta dei tesori naturalistici, dei paesaggi mozzafiato e delle storie senza tempo di uno degli angoli più remoti e preziosi del nostro territorio. 

La Natura di (malga) Confin non si osserva: si vive!!!

Passando quattro giorni in malga e facendo trekking, escursioni serali e notturne, esplorazioni e attività, i ragazzi potranno conoscere uno dei luoghi magici del Parco delle Prealpi Giulie, dove i lavori di un tempo si svolgono in perfetto equilibrio con l’ambiente e natura si mostra in tutto il loro splendore appena si supera la soglia della malga.

PROGRAMMA

I campi sono organizzati dalla fattoria didattica Isola Verde in collaborazione con le guide di Wild Routes (come da L. R. 03/07/2000, n. 013 art. 7).

La quota di partecipazione è di 195€. Comprende: assicurazione, vitto, alloggio, attività, escursioni e i materiali per i laboratori. All’atto dell’iscrizione verrà fornito il programma dettagliato delle attività e la lista dell’equipaggiamento necessario. 

Non comprende il pranzo dell’ultimo giorno, il sabato, che si potrà effettuare alla carta con le famiglie presso la stessa Malga.

Il programma sopra esposto è da ritenersi indicativo e potrà essere modificato in base al meteo e/o ad altre esigenze organizzative.

Per info: contattare via whatsapp Andrea al 351 835 5949, preferibilmente in fascia pomeridiana.

I posti sono limitati e verranno riservati in base all’ordine di prenotazione! Compila il modulo per riservare il tuo posto!


MODULO DI PRENOTAZIONE

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