Un ciclo di escursioni per apprezzare colori e profumi delle fioriture nei diversi ambienti regionali
Le stagioni salendo di quota seguono tempi diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati: le nevi che restano sul terreno fino a primavera inoltrata e le fresche temperature limitano lo sviluppo delle piante.
Finché non si è immersi tra i colori ed i profumi della natura che si risveglia, non si può capire la varietà di adattamenti con cui le piante affrontano gli ambienti montani come quelli collinari. Un mondo affascinante dove, attraverso l’osservazione, si possono cogliere la moltitudine di strategie che il regno vegetale mette in campo!
In questo ciclo di sei appuntamenti, vi porteremo alla scoperta delle fioriture in diverse aree della regione: dalle colline moreniche alle prime vette prealpine, dai pascoli alpini alle torbiere d’alta quota.
Gli itinerari proposti offrono vari livelli di impegno necessario e sono richiesti differenti gradi di allenamento.
Di seguito trovate la locandina completa, mentre le singole escursioni verranno pubblicate sul calendario. Date un’occhiata e scegliete quelle più adatte a voi!
È arrivata la neve e con lei inizia la stagione delle ciaspolate! Come ogni anno proponiamo un fitto calendario di escursioni con le ciaspole per venire incontro ai gusti di tutti: dalle facili ciaspolate di fondovalle, alle ciaspolate notturne per scoprire le stelle, dalle ciaspolate dedicate allo snowtracking alle ciaspolate un po’ più impegnative per raggiungere malghe e rifugi!
Ogni escursione sarà condotta da uno o due guide escursionistiche per garantire la massima sicurezza e permettervi di godervi l’esperienza sulla neve in tutta tranquillità!
“E se non ho le ciaspole?” Nessuna paura! Siamo forniti di un grande assortimento di ciaspole e bastoncini che potrete noleggiare aggiungendo 5€ alla quota per l’escursione guidata.
Scopri l’elenco completo che verrà aggiornato di volta in volta con tutte le date per la stagione 2023-2024.
00nicihttps://staging.wildroutes.eu/wp-content/uploads/2026/03/wildrputes_logo.svgnici2023-12-11 09:00:002023-12-11 09:00:00Ciaspolate in Friuli Venezia Giulia
Per i mesi di ottobre e novembre, in collaborazione con Volo Libero Friuli, abbiamo pensato di offrirvi un nuovo format per scoprire il territorio del gemonese utilizzando il mezzo più sostenibile di tutti: la bicicletta.
In sella alle nostre biciclette pedaleremo lungo strade secondarie, piste ciclabili e strade forestali per vivere a pieno un territorio che ha molto da offrire: le risorgive del bosco di Osoppo, le acque del Lago di Cavazzo, i canali intrecciati del fiume Tagliamento e la panoramica sella Sant’Agnese saranno solo alcuni degli splendidi luoghi che visiteremo.
Tutte le escursioni partiranno dal campo sportivo di Bordano, dove l’associazione Volo Libero Friuli gestisce un chiosco dove rifocillarsi dopo le pedalate. Sempre grazie a Volo Libero, sarà possibile noleggiare tutta la attrezzatura necessaria per svolgere le escursioni in sicurezza come bicicletta e casco.
Scopri subito le escursioni in programma
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Informazioni
Il costo delle uscite è di 20€ l’una per gli adulti e di 10€ per giovani dai 12 ai 17 anni, gratuite per gli under 12. La quota copre il servizio di guida ambientale-escursionistica regolarmente iscritta ad AIGAE e con assicurazione RC.
Gli itinerari proposti sono adatti a persone abituate a percorrere fino a 40km in bicicletta con dislivelli contenuti. Solamente l’escursione del 04/11 prevede un dislivello più impegnativo pari a 350m positivi.
La guida si riserva di poter modificare data ed itinerario in base alle condizioni meteo previste o ad eventuali imprevisti lungo il percorso al fine di garantire sempre la massima sicurezza possibile ai e alle partecipanti.
L’escursione parte con un minimo di 5 iscritti per un massimo di 8 partecipanti.
Equipaggiamento
MTB di proprietà o a noleggio;
Casco di proprietà o a noleggio,
Guanti da ciclismo consigliati;
T-shirt (consigliata anche una di ricambio) e felpa
Giacca antivento e scaldacollo;
Pantaloni sportivi o da ciclismo (fortemente consigliati);
Vi è mai capitato nei bei tempi andati delle scuole che un maestro o una maestra o addirittura i vostri genitori, scherzando, vi dessero dell’asino per le vostre presunte poche capacità negli studi? O che qualcuno vi dicesse “ Sei testardo come un mulo”? Tutti questi modi di dire hanno alla base un forte pregiudizio verso quei simpatici animali dalle orecchie lunghe che se potessero parlare probabilmente avrebbero molto da recriminarci. Perché in verità l’asino è tutt’altro che testardo e ha dalla sua una grande intelligenza.
Un tempo numerosissimi e largamente presenti su tutto il nostro territorio, con l’avvento dei mezzi agricoli e di trasporto, il loro uso come animali da soma è andato scemando e il loro numero è letteralmente colato a picco per poi risollevarsi grazie alla scoperta delle loro doti nel campo della terapia anzi…dell’onoterapia che in Italia si diffonde a partire dagli anni ’80.
Ma perchè vi parliamo di Asini?
Perché da tempo qualcuno di noi ha scoperto e coltivato una vera e propria passione per questi simpatici quadrupedi, scoprendo in loro degli ottimi compagni di cammino ed esplorazione! Gli asini sono ottimi compagni di strada: fanno riscoprire il piacere dell’andare lenti, ci aiutano a riscoprire una comunicazione profonda che non prevede l’uso di parole e ci aiutano a riportare a galla emozioni profonde.
Il loro tocco magico funziona con tutti, grandi o piccini che siano!
Abbiamo deciso di portarvi con noi alla scoperta di questo splendido animale. Con cadenza mensile vi proporremo un’ escursione a passo d’asino e lo faremo con l’accompagnamento di Anna ed il supporto e la grande competenza di Ersilio Stocco che da molto tempo si occupa di asini (il suo branco ormai ha superato la quarantina di esemplari), li alleva, li recupera, li salva dal macello ma soprattutto li addestra a stare con le persone.
È con Bepo, Rose, Sara, Pelina, Mosè e tanti altri amici dalle lunghe orecchie che vi porteremo a camminare! La prima data sarà il prossimo 14 ottobre a Mels di Colloredo di Monte Albano e sarà un evento per famiglie, in futuro però abbiamo in pentola anche qualcosa di più tosto per chi vuole vivere un intera giornata con i nostri amici asini.
Alla fine dell’estate si è talvolta sopraffatti da una strana malinconia della bella stagione che se ne va e si sente forte la necessità di uscire ancora una volta fuori alla ricerca di un non so che per bagnarsi dei caldi raggi del sole, vivere all’aperto le ancora molte ore di luce e assaporare quel piacere immenso che dà sulla pelle la prima aria frizzante autunnale.
Per godere appieno di queste piacevoli sensazioni vi portiamo a scoprire quattro paesi dimenticati della nostra regione, quattro isole immerse nelle nostre montagne il cui orologio si è fermato quando il loro ultimo abitante le ha lasciate chiudendo dietro di sé la porta di casa per non tornare mai più.
Palcoda
Questi luoghi sono per noi luoghi del cuore, le loro storie, i loro silenzi e la loro natura straripante ci hanno prima attirato, poi stregato ed infine, per sempre, conquistato.
Quando mettiamo lentamente piede in uno di questi paesi abbandonati ci viene quasi automatico il gesto di abbassare la voce esattamente come quando entriamo in un luogo che richiede rispetto. Qui a richiedere tali attenzioni sono le tracce degli uomini e delle donne che ne hanno abitato le case. Nel silenzio che permea questi luoghi antichi è assordante ciò che manca oggi ma che un tempo c’era, il lieto pullulare delle genti, le grida dei bambini per le vie, il vociare delle donne che si ritrovano a prendere l’acqua.
Ci si ritrova a sognare nuovi futuri, a coltivare speranza per dei paesi che hanno i giorni contati, prima che la natura con la sua spinta vitale che mai si ferma abbia su di loro il sopravvento, ci si ritrova infine a riflettere su come tornare a popolare quelle montagne tanto belle che noi amiamo e che desideriamo condividere con voi.
StavoliChiesa di StavoliPraforteTamarChiesa di PalcodaPalcodaPalcoda tra i boschi
Inizieremo il nostro viaggio nei paesi dimenticati sabato 30 settembre dalla zona della Val Cosa con la salita a Praforte e all’ex poligono militare del Ciaurlec, terra di lupi e partigiani.
Domenica 8 ottobre ci addentreremo nella selvaggia Val Tramontina per visitare Tamar e Palcoda, due dei moltissimi borghi abbandonati della vallata simbolo della forza e della tempra delle popolazioni locali che, pur di sopravvivere alla durezza del quotidiano e alle poche risorse della zona, andavano a cercare nelle aree più interne e selvagge luoghi adatti alla vita e all’agricoltura.
Infine, domenica 15 ottobre andremo a Stavoli e Moggessa, nella valle del fiume Glagnò, tra mulini, boschi banditi, gamberi di fiume e maestri d’altri tempi, figure cardine della cultura friulana che qui hanno fatto gavetta.
Tra settembre e ottobre il silenzio delle valli alpine e prealpine viene bruscamente interrotto da un potente suono gutturale: è il bramito del cervo, il verso emesso dai maschi per far sapere di essere pronti alla riproduzione.
Come guide e appassionati, riteniamo che sia uno degli spettacoli più suggestivi dei boschi. Per questo motivo vi proponiamo una serie di facili escursioni guidate per imparare tutti i segreti del cervo e per ascoltare il suo potente verso.
Per sapere di più sul bramito, date una letta all’articolo dello scorso anno che contiene molti spunti e approndimenti: il bramito del cervo.
Il BRAMITO DEL CERVO – PROPOSTE
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!!! Le date delle escursioni usciranno a breve !!!
Dopo aver percorso i sentieri di confine delle Alpi Carniche ed esserci sbalorditi con la bellezza delle Alpi Giulie, è il momento di incamminarci nelle montagne intorno al capoluogo della Carnia, Tolmezzo.
Per il mese di settembre infatti abbiamo in programma quattro escursioni di media-alta difficoltà lungo alcuni famosi itinerari carnici. Attraverso i sentieri avremo modo di conoscere meglio questa terra che ad uno sguardo superficiale può sembrare dura ed inospitale, ma che, se vissuta a passo lento e occhio attento, si rivela essere uno scrigno di bellezza dalla lunga storia.
Attraverseremo territori che ancora conservano le tracce delle trincee della Grande Guerra, verdi pascoli dove strenuamente i malgari continuano a vivere e a gestire il territorio come un tempo, attraverseremo cave abbandonate e scopriremo la vita di piante e animali di boschi e montagne.
“Mia cara, Da settimane non vediamo altro che bianco, la neve continua a scendere inarrestabile e ha ormai coperto edifici, attrezzature e compagni. Se prima a tenerci in allerta erano i colpi dell’artiglieria nemica adesso è il suono sordo della slavina: inizia delicato, e man mano che la neve prende velocità il rumore aumenta, trascinando con sé massi e vite. Ma anche tra tutta questa fame, questa morte, questa disperazione, non posso che restare sbalordito di fronte alla bellezza del luogo in cui ci troviamo. Vorrei che fossi qua assieme a me. Potrei mostrarti gli anfratti dove rubare un tramonto che tinge la neve di rosa, oppure mostrarti le pernici che come noi all’alba escono dalle trune ansiose di catturare i primi raggi di luce e di calore.
In luglio, durante un’estenuante marcia sotto il sole cocente, persi chissà dove sotto queste cime di roccia candida, ho scorto una capra di montagna con il suo cucciolo. Armando mi disse che si chiamano stambecchi. Mi sono scoperto con gli occhi umidi a sbirciare quel momento di intimità familiare: la mamma con pazienza mostrava alla prole quali linee seguire per risalire in un batter d’occhio quei metri di dislivello che per noi significano tanta agonia.
Mia cara, vorrei che fossi qua assieme a me. Quando il vento non porta odore di ferraglia, ma l’aroma dei fiori di montagna. Ho imparato a riconoscerli ormai: il fucsia del rododendro, l’aroma pungente del pino mugo e del larice, la campanella viola che sa scegliere le nicchie più umide in cui crescere. Non pensavo potesse esserci tanta bellezza nel mondo. Lei, assieme al pensiero di rivederti, sono ciò che mi tengono in vita. E se anche dovessi perire per mano di un ragazzo come me, ma nato dall’altra parte del confine e per questo nemico, morirei felice. Perché il mio corpo resterebbe per sempre tra queste cime che i locali chiamano Alpi Giulie e che sicuramente sono state intagliate dalla mano di Dio, perché contanta bellezza è impossibile da concepire se non dal Signore.”
Monte Mangart
Con questa lettera immaginaria abbiamo provato ad immedesimarci in un giovane soldato di stanza sul fronte orientale durante la Grande Guerra e a raccontare attraverso le sue parole quanto le Alpi Giulie siano molto più che montagne per noi. C’è un sentimento profondo che ci lega alle loro vette, ai loro pascoli e più in generale ai loro ambienti di bassa ed alta quota.
Per questo motivo anche quest’anno abbiamo deciso di proporre un ciclo di escursioni dedicate alla scoperta delle Alpi Giulie.
Durante il mese di agosto proponiamo quattro escursioni su alcuni percorsi meno famosi ma forse proprio per questo più genuini per vivere assieme l’emozione che queste montagne sanno regalare. Il celebre Julius Kugy ha detto “Non cercate nelle montagne un’impalcatura per arrampicare, cercate la loro anima.”
Domenica 06/08 – L’Alpe vecchia di Fusine (Tarvisio)
Domenica 13/08 – Escursione sul monte Robon (Chiusaforte)
Domenica 20/08 – La portella di Raibl (Tarvisio)
Domenica 27/08 – Escursione sul monte Guarda (Resia)
Un ciclo di escursioni dedicato alla scoperta delle alpi carniche
Il lago Volaia con il monte Coglians a destra e Rauchkofel a sinistra
“Ci guarda dalla finestra, la Carnia, ascolta i nostri pensieri, ci chiede di muoverci, di essere curiosi. Gioisce per ogni nuovo inizio, per ogni nuova partenza.”
Luigi Maieron
Quando penso alla Carnia, il mio primo pensiero va ad un luogo in particolare: il lago Volaia. Da bambino infatti andavo in campeggio parrocchiale a Collina di Forni Avoltri e tra i ricordi indelebili dei giochi e del divertimento trovo anche qualcosa di più intimo e profondo. È il verde brillante dei boschi di abete e dei pascoli, è il bianco abbagliante del monte Coglians. Perchè, forse, è proprio questa dicotomia che caratterizza la Carnia ma più in particolare le Alpi Carniche, la dolcezza e l’accoglienza delle sue valli e pascoli e la durezza e asprezza delle sue pareti rocciose.
Ma cosa sono le Alpi Carniche?
Detta in maniera didascalica sono una catena montuosa che si estende per oltre 100km di lunghezza e che, in regione, vanno da Sappada a Coccau. Sì, avete letto bene! Le Alpi Carniche arrivano fino a nord di Tarvisio in quanto fanno da confine settentrionale con l’Austria. La loro natura di orizzonte verticale ha reso i pochi valici crocevia fondamentali della storia: pensiamo ad esempio alla Romea Strata, la strada romana che valicava Passo di Monte Croce Carnico per andare verso il Norico. Pensiamo a quando, poco più di 100 anni fa, queste montagne sono state macchiate dal sangue di migliaia di giovani soldati morti nelle trincee ma pensiamo anche al “anin, senò chei biadz ai murin encje di fan” (andiamo che se no quei digraziati moriranno anche di fame) della coraggiosa Maria Plozner Metil e delle sue portatrici carniche.
Il lago Bordaglia
Da un punto di vista storico le Alpi Carniche sono legate agli albori della civiltà umana in questi territori, ma cambiando punto di vista e guardandole con la lente del geologo scopriamo che la loro storia è ancora più affascinante.
È una storia che inizia quasi 500 milioni di anni fa, quando la Carnia si trovava vicino all’odierno circolo polare antartico. È una storia che si intreccia con l’albero della vita, dove le bianche pareti dello Zermula o del Peralba altro non sono che barriere coralline di centinaia di milioni di anni fa, dove le dolci alture intorno al Passo Pramollo celano un mondo di fossili e le orme di un anfibio di due metri di lunghezza.
Ma non sono neanche solo le rocce a rendere le Alpi Carniche qualcosa di unico. Saranno i laghetti d’alta quota, saranno le torbiere dalle mille fioriture, saranno le malghe con gli animali al pascolo, saranno le persone. Difficile dirlo con certezza. Certa però è una cosa. La nostra voglia di portarvi a scoprire queste meravigliose montagne.
Ecco perché, durante il mese di luglio, abbiamo pensato di proporvi cinque itinerari per ammirare le Alpi Carniche da diversi punti di vista.
Cinque itinerari di diversa difficoltà che vi regaleranno panorami, ricordi e profumi da custodire per sempre nel cuore. Diventando un po’ più consapevoli della bellezza che ci circonda.
Domenica 09 luglio – Escursione sul sentiero delle Portatrici Carniche (Paluzza);
Sabato 15 luglio – Escursione in Val Dolce (Paularo);
Domenica 16 luglio – Escursione sul Monte Corona da Passo Pramollo (Pontebba);
Domenica 23 luglio – Escursione sulla Creta di Timau (Paluzza);
Domenica 30 luglio – Escursione sul lago Dimon (Treppo Carnico)
Un itinerario selvatico per scoprire l’alta val torre
Nell’ambito del progetto “Wild Roots, divje korenine, radici selvagge” abbiamo avuto modo di recuperare alcuni antichi sentieri delle valli Torre, Resia e Natisone per valorizzarne i territori e per riscoprire le ricette culinarie che si possono fare con le piante che crescono nella zona.
Chisalizza Alta Val Torre (Musi)
Escursione sull’antico sentiero che veniva utilizzato per transumare da Pradielis al Borgo Chisalizza, nel cui nome già riecheggia il dialetto sloveno di questa valle e il forte legame con le erbe commestibili!
Il sentiero si diparte alla destra della sede stradale circa 500m oltre il tornante dopo aver sorpassato l’abitato di Pradielis, risalendo la Val Torre”.
Clicca qui per scaricare la traccia dell’itinerario
Le piante dell’itinerario
Acetosa, Kisalica, Rumex acetosa
Pianta perenne che si trova nei prati, con fusto rossastro e foglie grandi di colore verde scuro. Ricca di vitamine e minerali, ha un sapore acidulo (da cui il nome) e può essere consumata sia cotta che cruda (foglie e fusti), mentre la radice ha proprietà lassative e diureticheL’acetosa cresce in prati falciati, fertili e concimati oppure lungo i fossati, su terreni ricchi di azoto frutto anche delle attività umane come il pascolo del bestiame. Riconoscibile grazie alla forma particolare delle sue foglie, che ricordano una punta di freccia (forma sagittata).
Ortica, pokriva, urtica dioica
Pianta erbacea perenne, con foglie lanceolate dai margini seghettati e ricoperti da peluria urticante. Cresce in boschi e zone incolte. Le foglie, dopo una adeguata cura per eliminarne le proprietà urticanti, sono utilizzate in diverse ricette, nonché per numerose funzioni cosmetiche: un decotto applicato al cuoio capelluto favorisce la crescita dei capelli e limita l’eccesso di sebo e forfora. L’ortica è un tipico esempio di specie sinantropica, cioè legata ad ambienti alterati dall’uomo; si distingue dalla cosiddetta “falsa ortica” (genere Lamium) osservando la sezione del fusto: circolare nell’ortica, quadrata nella falsa ortica. Inoltre queste ultime non hanno i peli urticanti tipici dell’ortica.
Le ricette dell’itinerario
Frittata di acetosa con formaggio
Gnocchi di ortiche
Frittata di acetosa con formaggio
Ingredienti:
Uova (4), foglie di acetosa (80 g), burro (30 g), latteria giovane (90 g); rametto di maggiorana (1), sale e pepe
Preparazione:
Sbollentare le foglie di acetosa in acqua salata per 3 minuti, scolare, strizzare e tagliare finemente. Rompere e sbattere le uova con sale e pepe, poi aggiungere l’acetosa e il formaggio alla miscela. Soffriggere il burro e cuocere fino a doratura da entrambe le parti.
Schiacciare le patate con una forchetta, nel frattempo sbollentare le ortiche per 4 minuti, poi strizzarle, tagliarle finemente e aggiungerle alle patate. Unire la farina e con l’impasto preparare gli gnocchi. Far bollire l’acqua salata, versare gli gnocchi e cuocerli finchè tornano a galla. Scolarli e condirli con il burro e il formaggio grattugiato.
cinque consigli per la raccolta delle erbe spontanee
00nicihttps://staging.wildroutes.eu/wp-content/uploads/2026/03/wildrputes_logo.svgnici2023-05-23 16:49:352023-05-23 16:49:35Itinerari Wild Roots – Chisalizza Alta Val Torre