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Tra settembre e ottobre il silenzio delle valli alpine e prealpine viene bruscamente interrotto da un potente suono gutturale: è il bramito del cervo, il verso emesso dai maschi per far sapere di essere pronti alla riproduzione

Come guide e appassionati, riteniamo che sia uno degli spettacoli più suggestivi dei boschi. Per questo motivo vi proponiamo una serie di facili escursioni guidate per imparare tutti i segreti del cervo e per ascoltare il suo potente verso

Per sapere di più sul bramito, date una letta all’articolo dello scorso anno che contiene molti spunti e approndimenti: il bramito del cervo.

Il BRAMITO DEL CERVO – PROPOSTE

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!!! Le date delle escursioni usciranno a breve !!!

WildRoutes APS partner del progetto BESTbelt promosso dalla rete italiana EGB

Noi di Wild Routes organizziamo diverse attività sul territorio regionale per farvelo scoprire e conoscere: escursioni ma non solo! 

Siamo un’associazione di promozione sociale e siamo molto attivi nella partecipazione a svariati progetti di carattere nazionale ed europeo legati ad attività di ricerca, di citizen science e di educazione e scambi giovanili

Con la Rete Italiana European Green Belt abbiamo partecipato, in qualità di partner, al progetto BESTbelt che ha vinto un finanziamento dall’ente European Green Belt Europeo con il massimo del punteggio! 

Il progetto prevede 3 azioni principali volte alla conservazione e al recupero dell’habitat 

  • Degli interventi per gli anfibi, con la creazione di pozze biotopo da parte della regione Friuli Venezia Giulia nei primi anni 2000 sopra Musi. 
  • Degli interventi di taglio alberi e sfalcio per la conservazione dei prati nell’ex poligono di tiro tra Musi e Pian dei Ciclamini. 

  • Degli interventi per favorire la nidificazione di pipistrelli in alcuni bunker del comune di Lusevera a Passo Tanamea per favorire la nidificazione dei pipistrelli. 

A questi si aggiungono anche azioni di divulgazione che prevedono l’organizzazione di escursioni, conferenze, attività con le scuole e la realizzazione di un breve documentario/filmato per narrare il progetto. 

Il nostro gruppo di Wild Routes in tutto ciò è impegnato nelle azioni di divulgazione, nello specifico nelle attività con le scuole e nella realizzazione di cartelli informativi che verranno affissi nel territorio coinvolto.

Passo Tanamea innevato
Passo Tanamea innevato

Ingresso di un bunker
Ingresso di un bunker

Pulizia effettuata
Pulizia effettuata

Parte del team
Parte del team

All'interno di un bunker
All’interno di un bunker

Fatte di pipistrello
Fatte di pipistrello


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Diari di una fototrappola

Nel folto dei nostri boschi, ogni giorno a nostra insaputa si intrecciano i percorsi di diversi animali. Grazie alle nuove tecnologie (da usare con cautela!) è possibile studiarne i loro movimenti e abitudine, e anche osservare alcuni momenti intimi e toccanti! Nella nostra rubrica “Diari di una fototrappola” vi presenteremo alcuni istanti “rubati” per poter conoscere meglio gli abitanti del territorio.

Tra questi spesso fa parlare di sè il cinghiale (Sus scrofa).  Questo suide è piuttosto malvisto, per non dire odiato, dalle persone, cosa rara quando si parla di mammiferi! Diciamocelo, la fama è più che meritata: il cinghiale è onnivoro, opportunista e sostanzialmente in grado di ingurgitare qualsiasi cosa (di organico si intende). Gli agricoltori sanno bene cosa vuol dire avere un branco di cinghiali che decide di banchettare su un proprio terreno: ad un occhio inesperto, i segni lasciati fanno quasi pensare al passaggio di un carroarmato. Il conflitto tra questo mammifero e il mondo agro-silvo-pastorale è più che mai acceso in questo periodo storico, con la specie in espansione su gran parte del territorio italiano e sempre più presente anche nelle aree urbane. Anche se, invece di odiarlo, dovremmo forse interrogarci sulle cause di queste dinamiche!

Questo però non vuole essere un saggio sulla gestione del cinghiale, non è neanche il contesto adatto, ma più un commento pregno di ammirazione per una specie incredibilmente plastica:  si adatta infatti a vivere sostanzialmente in ogni ambiente, dal livello del mare fino ad oltre mille metri di quota ed è molto molto prolifico. Prima di parlare degli striati, come vengono chiamati i cuccioli dagli addetti ai lavori, vediamo come funziona la vita sociale del cinghiale. 

Sono animali sociali e vivono in gruppi anche di grandi dimensioni. Il branco è composto dalle femmine adulte, dai cuccioli dell’anno e dai giovani dell’anno precedente. I maschi adulti invece sono solitari e si riuniscono al gruppo solamente durante il periodo degli amori, durante il quale si può assistere a violenti scontri da cui gli animali possono uscire anche gravemente feriti. 

Dicevamo che i cinghiali sono molto prolifici, pensate che le femmine possono andare in estro (volgarmente “in calore”) fino a tre volte l’anno se le condizioni ambientali lo permettono, ovvero se hanno cibo, spazio e clima ottimali.  Come se non bastasse, le scrofe di cinghiale possono partorire da 3 a ben 12 cuccioli,a differenza degli altri ungulati che raramente fanno più di una paio di piccoli a riproduzione! Al momento del parto le femmine si allontanano dal branco e cercano un luogo tranquillo e sicuro in cui dare luce alla prole, spesso costruendo una tana. 

Nel video sottostante si vedono due scrofe seguite dalla loro cucciolata: almeno 8 striati che reclamano i capezzoli materni. Per le prime due settimane il latte è la loro unica fonte di cibo, ma già alla terza settimana i piccoli iniziano ad assaggiare cibo solido imparando a grufolare, completeranno lo svezzamento solo al quarto mese d’età. 

I cuccioli vengono chiamati striati per un motivo evidente: la pelliccia di fianchi e schiena è percorsa da 4-5 strisce orizzontali di colore chiaro, che favorisce il mimetismo. Questa adattamento, che ricorda la pomellatura dei giovani cervidi, serve a proteggere gli animali dai predatori in quei momenti in cui la madre è costretta ad allontanarsi, per esempio quando deve alimentarsi. I cinghialetti resteranno con la madre per circa un anno, poi i maschi verranno scacciati dagli adulti durante il periodo riproduttivo, mentre le femmine resteranno nel branco diventando mature a circa un anno e mezzo di età.  

NOTA Il fototrappolaggio è una disciplina che sta prendendo tantissimo piede tra gli appassionati, ma rimane sempre un’attività con un impatto ambientale importante sulle dinamiche naturali. Per una corretto uso di questi strumenti raccomandiamo la lettura del Vademecum di “buon uso” delle fototrappole dei nostri amici di EsploraCarso, prima di iniziare qualsiasi tentativo di “cattura”.

https://youtu.be/OgfVI2mLCgQ